Home > Zoom > Il Boom di un esordio: il disco brano per brano

Il Boom di un esordio: il disco brano per brano

Il Boom è il nome di un progetto nato dall’incontro scontro tra lingue e anime artistiche apparentemente lontane ma, mai per una volta, in perfetto equilibrio tra loro. Parliamo dello scrittore e autore Eugenio Ciuccetti anche producer della celebra Bazee Records e poi del pianista e arrangiatore Raffaele Rinciari. Parliamo di un disco d’esordio che si intitola “Così Come Ci Viene”, per loro che l’esordio ormai l’hanno superato da tempo. Eppure quel che è accaduto è vedere assieme cosa può accadere tra le lettere di una canzone preziosa e preziosi arrangiamenti che oscillano tra Jazz e Swing. In rete il video ufficiale del singolo “Jazz Club” che forse è l’unico a dar chiare le linee guida di un disco tutto da scoprire.

Così Come Ci Viene brano per brano

Jazz Club
Il singolo d’esordio che presenta ed esprime tutto ciò che c’è ne IL BOOM, sintesi di creatività, ritmo, spontaneità e poesia. Sulla scia dei mitici Fred Buscaglione e Renato Carosone. Come dice il testo: “E poi c’era la musica che dava un senso mistico a quelle notti gravide piene di storie libere…”.

Il karma del perdente
Malinconico cinismo e sferzante autoironia si fondono in un mix raccontato con leggerezza tramite un fitto intreccio di rime ed incastri. La capacità di non prendersi mai troppo sul serio.

La virtù del sognatore
Il brano più autobiografico del disco, in cui – attraverso le parole dell’autore Eugenio Ciuccetti – il leader de IL BOOM, Raffaele Rinciari, racconta in modo quasi onirico la sua esperienza di musicista e compositore affermato che improvvisamente, non più ragazzino, si ritrova a fare anche il cantante. Basta conservare sempre la capacità e il coraggio di continuare a sognare.

Il mio cartone animato
Il desiderio di restare bambini in un mondo “troppo adulto” che spesso dimentica e rinnega la parte più sincera di se. Atmosfera disneyana che avvolge e consola.

Gli umani
La sorpresa che non t’aspetti, l’altro volto de IL BOOM. Uno dei brani più cantautorali del disco, la dimostrazione che questo progetto ha tante frecce al proprio arco. L’uomo contemporaneo incapace di comprendere e rispettare davvero il proprio pianeta. Con uno splendido coro nigeriano a completare il tutto.
 
Punti di vista
L’artista maledetto che si guarda allo specchio e riflette su ciò che è stato e su ciò che sarà. Sofisticati ricami musicali dal sapore retrò, raccontano disillusione ma anche orgoglio, speranza e tanta nostalgia.

Il destino non esiste
Siamo noi gli artefici di noi stessi e delle nostre vite. Non esiste un destino predefinito. Esistono solo “circostanze che si inseguono a vicenda e conducono le danze”. Per questo è meglio non ostinarsi “se una cosa non funziona, meglio far finta d’ignorarla che prima o poi verrà da sola”.

Meravigliosi dettagli preziosi
Brano costruito su un testo già finalista nella sezione poesia del Premio Fabrizio De Andrè e caratterizzato, in coda, dall’assolo musicale più significativo del disco. La vera anima jazz de IL BOOM.

La vita è fatta così
Dedicato alle tante contraddizioni del mondo di oggi. Un mondo tecnologico e impersonale in cui “non c’è più tempo neanche per il sesso … quello sudato, vero, con gli odori … non quello freddo e artificiale degli attori”. Un mondo in cui “non sei nessuno ma non ha importanza, sei su YouTube e questo è già abbastanza”.

Parco Sempione
I musicisti di strada e il loro spirito bohemienne. La musica al di là del business. Il delicato intreccio finale di parole e note chiude il disco richiamando esplicitamente atmosfere parigine d’altri tempi.

Scroll To Top