Home > Rubriche > Ritratti > Il buon vecchio garage

Il buon vecchio garage

Correlati

Potrebbe destare stupore il successo che sta riscuotendo il primo LP dei canadesi Dead Ghosts. Nulla di imprevisto figura tra i 13 pezzi dell’album; degli abbondanti 30 minuti del disco neanche uno esce dal solco che il gruppo ha scavato con la manciata di singoli pubblicati nell’ultimo anno. Eppure, proprio come quei 7”, l’LP funziona, stimola, resta sul giradischi. Il buon vecchio garage punk continua a mietere vittime, c’è poco da fare.

Il gruppo ha colto pienamente nel segno, andando a guadagnar consensi anche in quelle platee stanche del garage-blues-flower punk che continua ad imperversare da alcuni anni a questa parte. Freschezza, abilità compositiva, cattiveria lo-fi e semplicità innata nel trovare il giro orecchiabile hanno fatto la differenza, portando i ragazzi di Vancouver alla notorietà laddove altri hanno fallito. Garage Pop sporco abbastanza per piacere anche ai cultori della bassa fedeltà, ballabile a sufficienza per far divertire pubblici eterogenei.

“Dead Ghosts” LP è uscito per la Florida’s Dying, etichetta di Orlando sulla cresta dell’onda trash punk da alcuni anni. Il lavoro unisce ed alterna a perfezione le varie anime del gruppo, dosando le componenti in maniera tale da non cadere mai in eccessi né palesare particolari squilibri stilistici. Momenti pop, come le piacevoli “When It Comes To You” e “What To Do” si combinano a brani più rapidi ed aggressivi, tenendo alto il tono lungo l’intera durata dell’album. Intrattenimento semplice ed immediato? Forse, ma intelligente e di classe.

Scroll To Top