Home > Interviste > Il calore della Danimarca

Il calore della Danimarca

Il 30 aprile nelle sale uscirà “Riunione Di Famiglia”, nuovo lavoro di Thomas Vinterberg, l’acclamato creatore di “Festen”. Il film racconta l’incontro-scontro tra il giovane Sebastian e il padre che non ha mai conosciuto, un famoso tenore giunto nel piccolo borgo di nascita per le celebrazioni dell’anniversario. Al cinema Eden di Piazza Cola di Rienzo abbiamo incontrato in conferenza stampa il regista e l’attrice Brigitte Christensen, nel film moglie del tenore.

Il sottotitolo dell’edizione italiana del film è “Festen: Il Lato Comico”. Qual è il rapporto tra “Riunione ” e “Festen”?
Thomas Vinterberg: Non sono stato io a decidere l’utilizzo del sottotitolo, non vorrei calcare troppo la mano nei paragoni tra i due film, ma devo comunque ammettere che “Riunione” possa esser letto come una continuazione naturale di “Festen”: se “Festen” non avesse avuto tutto il successo che ha avuto probabilmente “Riunione” sarebbe stato il film successivo e sarebbe uscito già dieci anni fa. Possiamo comunque dire che tanto “Festen” è un film aggressivo, diretto, un “pugno in faccia”, quanto “Riunione” è un film leggero, ispirato dalla luce, dal calore della vita.

Com’è stato lavorare con il direttore della fotografia Anthony Dod Mantle, fresco vincitore dell’Oscar per la fotografia di “The Millionaire”?
Thomas Vinterberg: Ho un rapporto molto stretto con Anthony, ci confrontiamo continuamente, ha contribuito moltissimo al risultato del film.
Prima di girare il film avevamo guardato attentamente insieme molti film di Fellini, rimanendo affascinati dai paesaggi italiani, dalle campagne assolate, ed avevamo quasi deciso di ambientare il film in Italia. Alla fine abbiamo optato per le campagne danesi, e siamo stati fortunati, visto il bellissimo tempo che abbiamo avuto nel periodo delle riprese, cosa piuttosto insolita per la Danimarca.

Cos’è rimasto di Dogma?
Thomas Vinterberg: Credo che Dogma sia stato il rischioso frutto di una vera esplosione di energia e di creatività. Non saprei dire se il movimento sia morto o sia semplicemente in attesa di esser rinnovato, ma posso dire che la sua conclusione naturale la si è avuta quando da attacco alle convenzioni è diventato esso stesso convenzione.

Com’è stato il rapporto tra regista ed interpreti?
brigitte Christensen: Quando abbiamo ricevuto il copione siamo rimasti molto perplessi, non capivamo se il film andasse preso come una commedia o come un dramma. Thomas ci ha aiutati spingendo affinché ci abbandonassimo al filo narrativo, ricorrendo anche all’improvvisazione. Lui è una persona molto calma, trasmette sicurezza. Pur essendo più giovane di me, sulla scena sa comportarsi come un padre.

Thomas Vinterberg: Io cerco sempre attori che si dimostrino devoti alla causa, che abbiano il coraggio e la voglia di mettersi in gioco: voglio che riescano a ricreare il calore della vita sulla scena.

Come mai la scelta delle due madri?
Thomas Vinterberg: Direi che la cosa ha un’origine autobiografica: io sono cresciuto in una comune hippie, negli anni ’70, in un periodo in cui le donne erano molto forti, spesso più degli uomini: essendo cresciuto in un ambiente così atipico possiamo dire che la cosa mi è venuta quasi spontanea.

Cosa dobbiamo aspettarci dal suo prossimo film?
Thomas Vinterberg: Cerco sempre di essere eclettico, di evitare ripetizioni, perciò il prossimo film sarà un lavoro sui bassifondi di Copenhagen: sarà un film sul degrado, buio, cupo, fatto con un basso budget, in cui cercherò di presentare nuovi personaggi.

Scroll To Top