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Il colore è sempre più vivo

18/11/2009
Hiroshima Mon Amour – Torino

Sono le 21.30 quando sul palco di un Hiroshima gremito salgono gli opener Warnipples: buono il responso del già numeroso pubblico in sala nonostante la papabile e ovvia attesa per gli headliners.

Rapido cambio palco ed alle 22.45 sulle note registrate di “WTFF” usata come intro ecco i 4 musicisti di New York farsi largo tra la folla e salire sorridenti sul palco acclamati a gran voce. Alla celebre “Middle Man” l’onore di aprire una monumentale esibizione di quasi 2 ore e mezza di durata. Come sempre Vernon, Corey, Doug e Will non si risparmiano dal distribuire sorrisi e strette di mano al pubblico delle prime file interagendo copiosamente sia con esso sia tra loro con passione ed evidente divertimento.

Tra i vecchi classici non sfigurano affatto i brani del nuovo ottimo “The Chair In The Doorway”, che on stage acquisiscono una notevole dimensione più heavy. Toccante il ripescaggio della meravigliosa ed intima “Flying” durante la quale Vernon (almeno dalla prima fila) è sembrato quasi commosso. Dopo un assolo di batteria e percussioni elettroniche, c’è ancora tempo per qualche brano nuovo prima che le consuete scorribande chitarristiche di “Time’s Up”, di una improbabile cover di “In Bloom”, della eclettica “Elvis Is Dead” e dell’arcinota “Cult Of Personality” pongano fine ad una serata contraddistinta da qualità, passione e tanto divertimento.

Daniele Cagnotto
[PAGEBREAK] Leggende “Viventi”

19/11/2009

Circolo Degli Artisti – Roma

C’è il pubblico delle grandi occasioni al Circolo Degli Artisti, gremito sin dalle prime ore del tardo pomeriggio. L’aria è frizzante e si legge negli occhi di tutti una grande eccitazione per l’imminente concerto. Il live di una band seminale come quella dei new yorkesi Living Colour, che ha aperto le porte a floridi generi come il crossover e il nu metal, non è certo cosa da tutti i giorni.

Sono circa le 22 quando il gruppo fa il suo trionfale ingresso sul palco acclamato dalla folla. Il combo “Middle Man” e “Wich Way To America?”, dal primo full length “Vivid” targato 1988, apre le danze. I Living Colour sono in piena forma, gli anni e soprattutto i chili di troppo sembrano non farsi sentire. Dopo un gustoso “mistake” del batterista Will Calhoun i nostri eseguono una coinvolgente “Elvis Is Dead” con la simpatica aggiunta nel finale della Elvisiana “Hound Dog”, in una perfetta chiusura rock’n’roll con le bollicine.

Vernon Reid annuncia quasi scusandosi l’esecuzione di alcuni brani tratti dal nuovo album “The Chair In The Doorway” uscito a settembre, ma le canzoni, che in sede live hanno guadagnato un maggior impatto e dinamica, vengono accolte benissimo dalla rumorosa platea romana che scherza e dialoga in continuazione con la band sempre allegra e disponibile. Corey Glover chiede aiuto a tutti i presenti, sostenendo di non ricordarsi le parole della successiva canzone che risulta essere una perfetta cover di “In Bloom” in pieno stile “Living Colour”, naturalmente cantata a squarciagola da tutta la sala.
La parte più virtuosistica e ricca di groove certo non poteva mancare ed ecco quindi i 3 strumentisti fare sfoggio delle proprie abilità solistiche uno dopo l’altro. Il primo è Vernon Reid che sul brano “Flying” cesella un lunghissimo assolo al fulmicotone, di una velocità impressionante da far invidia a qualsiasi shredder dell’ultima ora. Poi durante “Bi” il bassista Dough Wimbish, grande session man e uno dei migliori bassisti in circolazione per quanto riguarda l’uso dell’effettistica nel basso elettrico, incanta gli spettatori con un fraseggio virtuosistico ricco di vari rimandi, dal tema de “Il Padrino” al riff di “Paint It Black”, il tutto, come se non bastasse, suonato spesso e volentieri con i denti.

A concludere il lato barocco della serata ci pensa l’interminabile drum solo di Will Calhoun, che con le sue bacchette luminose diventa protagonista di un assolo dall’elevata componente tecnica in una fusione di musica tribale ed elettronica.
Ma la serata non termina qui, la band ancora non è stanca e il pubblico non è ancora sazio. “Glamour Boys” viene introdotta dalla breve cover dei The Temptations “Papa Was a Rolling Stone” e i super classici “Time’s Up”, “Cult Of Personality” e “Love Rears It’s Ugly Head” nell’encore concludono l’intensa serata.

I Living Colour si sono dimostrati dei veri e propri animali da palcoscenico. Istrionici, instancabili e appassionati. Esibirsi per loro conta ancora tanto e tutto ciò si percepisce chiaramente sentendoli suonare dal vivo. Una sensazione di divertissement condivisa tra i musicisti e il loro pubblico.

Dario Iocca

Setlist Torino
Middle Man
Desperate People
Funny Vibe
Go Away
The Chair
Decadance
Youngman / Release The Pressure
Flying
Drums Solo
Auslander
Bi
Behind The Sun
Glamour Boys
Bless Those
Out Of My Mind
In Bloom
Elvis Is Dead / Hound Dog / Type
Time’s Up
Cult Of Personality

Setlist Roma
Middle Man
Wich Way To America?
Elvis Is Dead
Type
Ignorance Is Bliss
Go Away
Burned Bridges
The Chair
Decadance
In Bloom
Flying
Bi
Drum Solo
Glamour Boys
Young Man/Release The Pressure
Behind The Sun
Bless Those
Out Of My Mind
Time’s Up
Cult Of Personality

Asshole
Love Rears It’s Ugly Head

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