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Il concerto dei Verdena al Bronson di Ravenna: report live e scaletta

Erano tre ragazzi bergamaschi partiti per un lungo viaggio in quel lontano 1995. Oggi, a distanza di vent’anni, non hanno ancora intenzione di fermarsi. Nuovo album, nuovo tour. Sono sempre loro: i Verdena. Ad aspettarli, sabato 10 aprile,  il Bronson (Ravenna), un locale non troppo grande ma troppo caldo, specie quando si riempie. Non mi sono mai ritrovato in mezzo a così tanta gente in un posto così stretto. Segno che il trio, mutatosi all’occorrenza in quartetto con l’aggiunta del tastierista Giuseppe Chiara, riesce ancora  a catalizzare l’attenzione dei seguaci (e non solo) del fuoco sacro del rock.

Ore 22:15 circa: i tre entrano in scena e imbracciano gli strumenti. Alberto Ferrari, Luca Ferrari e Roberta Sammarelli. Sempre loro, immutabili, i segni del tempo appena percettibili sui loro volti.

Ad aprire, “Ho Una Fissa”, lentone distortissimo e prima traccia del nuovo album, “Endkadenz Volume I” (la seconda metà è prevista prima dell’estate).  Di questo disco, i Verdena suoneranno praticamente tutto, sottolineando il profondo cambio di direzione rispetto al passato.  I tre sono in forma e vogliono dare il massimo. Contro di loro i problemi tecnici: dapprima le chitarre (“Un Po’ Esageri” e l’acustica “Trovami Un Modo Semplice Per Uscirne”, entrambe interrotte e poi rieseguite) e poi la voce, a volte troppo alta, a volte sovrastata. Alberto Ferrari non nasconde l’irritazione, ma dimostra comunque risolutezza e prosegue lo show come se nulla fosse. La bassista Roberta Sammarelli è la più sorridente del gruppo e ringrazia il pubblico al termine di ogni brano. A volte salta, altre volte assume pose da rock-star consumata. In un certo senso, conferisce umanità ad una band che, per fortuna o purtroppo, riesce a comunicare col pubblico solo grazie alla sua musica. Ma il propulsore è proprio Luca, il fratello di Alberto: con mano pesantissima e ritmi serrati, il batterista ci ricorda come la musica dei Verdena sia sanguigna ed energica.

Non c’è tempo per respirare. Il trio bergamasco esegue il proprio repertorio, un pezzo dopo l’altro: le perle “Vivere Di Conseguenza” e “Contro la Ragione”, che vedono il frontman al pianoforte; e poi “Sci Desertico”, rumorosa e scandita, e la martellante “Derek”, che innesca un principio di pogo tra i fedelissimi. Ovviamente, non mancano i richiami al passato (prossimo): “Loniterp”, “Attonito”, “Razzi Arpia Inferno e Fiamme”, “Lui Gareggia” e “Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi)” sono i principali pezzi estratti dalla loro penultima fatica, il doppio “Wow”.

“Starless” rappresenta, per il sottoscritto, l’apice della serata: psichedelia, intermezzi strumentali e distorsioni. In una parola, la perfezione fatta a brano (e una resa live ipnotica). Altri episodi da pelle d’oca sono “Nevischio” e “Puzzle”, tra i migliori dell’ultimo album.

I Verdena sono una macchina da palco che continua a suonare ininterrottamente per un’ora abbondante. In “Rilievo”, danno sfogo alla loro vena più spaziale ed eterea, con una lunga scia segnata da riverberi vocali e stregonerie di ogni tipo. Poi una piccola pausa, tra fischi e incitazioni dei fan. Nel bis, concludono con “Nel Mio Letto” dall’album “Solo un Grande Sasso”, la granitica e bellissima “Don Calisto” e –come di consueto- con “Funeralus”, ultima traccia di “Endkadenz” Volume I”. Un anello quasi perfetto. Sicuramente avrei gradito qualche classicone di vecchia data, come “Valvonauta” o “Muori Delay”. Ma pazienza: quei tre ragazzi bergamaschi, che ormai ragazzi non lo sono più, segnano una serata unica al Bronson, regalando uno spettacolo  in bilico tra distorsioni cacofoniche e melodie sognanti.  In fondo, proprio questo mix di influenze è da sempre stato il loro lasciapassare per la consacrazione definitiva: quella di essere una delle migliori band del panorama italiano attuale.

La scaletta

Ho Una Fissa

Un Po’ Esageri

Sci Desertico

Loniterp

Vivere Di Conseguenza

Contro La Ragione

Rossella Roll Over

Derek

Starless

Attonito

Lui Gareggia

40 Secondi Di Niente

Nevischio

Angie

Razzi Arpia Inferno e Fiamme

Trovami un Modo Semplice Per Uscirne

Inno Del Perdersi
Viba
Puzzle
Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi)
Isacco Nucleare
Rilievo
Encore:
Nel Mio Letto
Don Calisto
Funeralus
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