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Il coraggio di dirsi di no!

Come già si è detto in passato, uno dei principali vantaggi offerti dal digitale terrestre è di mettere a disposizione un numero di frequenze maggiore rispetto all’attuale oligopolio.
L’assegnazione delle nuove frequenze sarà effettuata tramite apposita gara, per il cui inizio si attende il via dell’UE, impegnata a stabilire delle regole che garantiscano a tutti i partecipanti un trattamento paritario.

Tuttavia il gruppo Mediaset, dal 23 agosto scorso, utilizza una delle frequenze in questione per sperimentare l’alta definizione: così, nelle regioni italiane già interessate dallo switch-off, il canale 58 consente la visione di Rete 4 HD, Italia 1 HD e Premium Calcio 2 HD.

Com’è possibile che qualcuno utilizzi delle frequenze non ancora assegnate? Le proteste non hanno tardato ad arrivare. Gentiloni parla di “un regalo fatto ad un privato” da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico. Paolo Romani, invece, sostiene che si tratti di un provvedimento legittimo, con scopi di sperimentazione, emesso sulla base di quanto previsto dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

A ben vedere, il Codice summenzionato, all’art. 39, configura la possibilità di assegnazione temporanea (per un periodo non superiore a 6 mesi) delle frequenze ancora libere, per finalità di sperimentazione. Qualunque soggetto interessato può farne richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico, presentando una dichiarazione che indichi il tipo di sperimentazione che si intende realizzare, la durata prevista, gli eventuali oneri economici per gli utenti che aderiscono alla sperimentazione, l’impegno a comunicare all’utente la natura sperimentale del servizio e l’eventuale sua qualità ridotta, l’impegno a riferire al Ministero i risultati della sperimentazione al termine della stessa. Il richiedente è abilitato a esercitare la sperimentazione a decorrere dall’avvenuta presentazione della dichiarazione. Il Ministero, verificata l’esistenza dei presupposti necessari, qualora lo ritenga opportuno, può disporre il divieto di prosecuzione dell’attività.

L’attività di Mediaset parrebbe, quindi, confortata dalla norma. Qualcuno però ha evidenziato che l’alta definizione non configurerebbe un elemento sperimentale e che si tratterebbe solo di una manovra per ottenere le frequenze senza attendere le lungaggini dell’assegnazione. In questo modo, Mediaset avrebbe i mezzi per contrastare in tempi più brevi e, quindi, con maggiore efficacia lo strapotere di Sky nel campo della trasmissione in HD.

E poi c’è un altro aspetto da sottolineare: quando Mediaset ha richiesto l’assegnazione provvisoria delle frequenze, il Ministro dello Sviluppo Economico ad interim era Silvio Berlusconi che, ricevendo la richiesta da se stesso, non ha avuto il coraggio di dirsi di no! Il conflitto di interessi sembra ancora sfidare i cancelli di Arcore.

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