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Il cuore caldo del grande freddo

Islandese con sangue italiano nelle vene, Emiliana Torrini, giovane e promettente esponente della scena alternativa, è rimasta per lungo tempo nell’ombra, componendo per molte star del pop internazionale, come Kylie Minogue, e pubblicando ben tre dischi, ma solo a livello locale.

Balzata all’attenzione del grande pubblico grazie alla composizione di “The Gollum Song” per la colonna sonora de “Il Signore Degli Anelli: Le Due torri”, nel settembre 2008 ha rilasciato il suo nuovo album, “Me And Armini”, questa volta varcando i confini islandesi e mietendo successi di pubblico e critica.

Partito il tour di presentazione del disco, la Torrini ha pensato bene di rendere omaggio anche alla sua parte italiana con tre date previste a Milano, Scandiano e Roma.
Il 12 febbraio l’eterea ed indecifrabile trentenne italo-islandese si è materializzata ai Magazzini Generali di Milano per un live acustico di rara intensità e delicatezza.
Ad assistere un pubblico eterogeneo e “maturo”, che già conosceva l’artista e che intonava sottovoce quasi ogni canzone eseguita.
Preceduta dalla conterranea Lay Low, che ha scaldato la gelida atmosfera attraverso momenti intimisti ed emotivamente coinvolgenti, la Torrini è apparsa sul palco vestita di fiori azzurri, radiosa in viso e purpurea di visibile emozione.

Ha deliziato tutti con la sua musica, libera dagli schemi e svincolata dai generi. “Me And Armini” segna un po’ il ritorno alle sonorità del precedente “Love In The Time Of Science”, ma l’equilibrio che l’artista sembra aver trovato tra il pop e il folk, è qui ancora più evidente e deciso.
Durante l’esibizione presenta una ad una le tracce che compongono il suo ultimo lavoro, dalla reggaeggiante “Heard It All Before” a “Birds” con le sue atmosfere dilatate e trasognanti che evocano i nordici paesaggi a cui lei stessa è così visceralmente legata.

La chitarra del fido Dan Carey, anche suo produttore, segna un incedere leggero ma grintoso e conduce la Torrini a muoversi tra le note piegando alla sua volontà gli strumenti che la seguono con fedele reverenza.
Nel live c’è spazio anche per momenti più energici e frizzanti: “Jungle Drums” e il suo ritmo vivace, “Gun” e il suo psichedelico blues, e, a intercalare, il danzare sinuoso tra i sospiri di “Ha Ha”.

Neanche a fine concerto la cantante ci presenta il fantomatico Armini, sua fonte di ispirazione e compagno di questo viaggio, per sua stessa definizione di transizione verso nuovi e più consolidati lidi.
E anche se la nostra curiosità non è stata appagata, usciamo intrisi di magica poesia e di morbida armonia, sensazioni ed emozioni che Emiliana ci ha così intensamente trasmesso e regalato.

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