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Il cuore dell’Irlanda

“La distanza fra il cervello e la bocca è breve, eppure è incredibile come certe cose ce le teniamo dentro per vent’anni…” Glen Hansard si interrompe a metà di “Say it to me now”, cantata a squarciagola da bordo palco, senza microfono, per raccontarci di un intenso incontro avuto a Chicago durante una delle date del tour americano. È visibilmente colpito da quelle parole. Ci crede davvero. E forse è proprio questo il suo segreto degli Swell Season, ciò che li ha portati al successo di pubblico e critica nel giro di soli due album (e un film): Glen Hansard scrive col cuore, non ha paura mettere i sentimenti che prova nelle sue canzoni. La sua voce è graffiante, energica, strappacuore, e il connubio con Markéta Irglováa, soave presenza al pianoforte che incanta la platea con una voce delicata, alla Mazzy Star, è di quelli che lasciano il segno. Ma non c’è solo questo: l’asso nella manica degli Swell Season dal vivo è di avere alle spalle una band solida, quegli stessi Frames con cui Hansard suona dai primissimi anni ’90 e con cui ha raggiunto un livello d’intesa invidiabile.

Tra Van Morrison e Josh Ritter
l concerto all’Auditorium di Roma dura più di due ore e mezzo, ma non ci si annoia mai grazie ai tanti cambi di scena: si apre con Josh Ritter, giovane cantautore folk americano da tenere assolutamente d’occhio che suona alcuni brani acustici prima di lasciare spazio agli Swell Season, che aprono il concerto con “Low Rising”, primo singolo del loro ultimo album “Strict Joy”, seguito da alcuni dei brani tratti dalla colonna sonora del film Once. Dopo un’oretta sul palco resta solo Glen Hansard e la sua chitarra acustica. E lui intrattiene, chiacchiera, racconta cosa lo ha colpito di Roma, coinvolge il pubblico in cori e coreografie, richiama sul palco i suoi musicisti, suona una cover di Van Morrison il tutto senza riprendere fiato un momento. Per il gran finale tornano tutti sul palco (Josh Ritter incluso), non prima di aver suonato, come da copione, le due ormai celeberrime “Falling Slowly” e “Lies” con la sua ex (?) e collega Markréta Irglovàa. Applausi.

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