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Il D.J. ribelle e la macchina burocratica Parte II

La scorsa settimana ci siamo occupati del nuovo sistema di licenza che ha innovato il mondo dei Disc Jockey e delle discoteche. Rinviando a quanto abbiamo già scritto per coloro che non ci hanno seguito, riprendiamo oggi la seconda parte del mini-corso per il d.j. diligente e fedele alla legalità.

La licenza per le copie ad uso professionale, rilasciato dalla SIAE, ha validità sul territorio italiano e quindi anche i DJ stranieri che vengano a suonare nel nostro Stato sono tenuti a procurarsela, per non incadere nell’illecito.

I compensi annui si articolano in tre fasce:

Fascia A): 200 euro + IVA per un numero di registrazioni riversate fino a 2.000;
Fascia B): 400 euro + IVA per un numero di registrazioni riversate compreso tra 2.001 e 5.000;
Fascia C): 600 euro + IVA per un numero di registrazioni riversate superiore a 5.000.

Gli aderenti alle quattro Associazioni firmatarie dell’accordo, potranno fruire di una riduzione del 15% sui compensi annui. Tali associazioni sono la A-DJ, l’AID, l’ANPAD e l’ASSODJ.

Per ottenere la licenza SIAE, il richiedente dovrà anche essere iscritto all’ENPAS. Tanto, ci spiega l’avv. De Angelis, Presidente dell’A-DJ, è stato previsto al fine di individuare una categoria di DJ professionisti, essendo gli stessi, per legge, tenuti a versare i contributi e quindi ad avere una posizione aperta presso l’ENPAS.

Riteniamo la previsione della licenza, dunque, essere proprio l’anticamera per una regolamentazione dell’intera categoria professionale del Dee Jay, tuttavia anche al fine di una maggiore tutela.

Regolarizzate attraverso la procedura on line tutte le copie, il DJ che, durante la serata in discoteca voglia dimostrare agli eventuali ispettori di essere in regola, dovrà portare con sé, ed esibire a chi glielo richieda, l’attestato di licenza, rilasciatogli dalla SIAE a seguito del pagamento del compenso, ove verranno riassunti i termini della licenza stessa. Attraverso il controllo di tale documento, gli Agenti accertatori potranno verificare se il Disc Jockey è stato autorizzato ad utilizzare in pubblico, le copie che di fatto sono in suo possesso al momento del controllo.

L’avv. De Angelis ci anticipa che sarà costituito un Comitato Paritetico, formato da un rappresentante per ciascuna delle associazioni di categoria firmatarie dell’accordo, e da un numero pari di rappresentanti della SIAE.
Il Comitato sarà devoluto a risolvere tutte le questioni scaturenti dall’applicazione, interpretazione ed esecuzione della licenza. Tale attività – una sorta di arbitrato irrituale – sarà obbligatoria per gli associati e potrà invece essere facoltativa per gli altri DJ non appoggiati dalle rappresentanze, ma che hanno aderito al servizio di registrazione on line.
[PAGEBREAK] Resta da verificare cosa spetti fare al Disc Jockey italiano che vada a suonare all’estero e voglia, nel contempo, munirsi di copie regolarmente autorizzate. È sempre il disponibilissimo avvocato De Angelis a spiegarci che anche altri Paesi si sono muniti di un sistema simile a quello nostro. Tra di essi, vi è il Regno Unito ed il Canada. In realtà, in Inghilterra la licenza permette solo di fare copie su hard disk e non già di utilizzare supporti mobili come il CD.

In ogni caso, si stanno studiando delle forme di collaborazione a livello internazionale, in modo tale che la licenza richiesta ed ottenuta all’interno di uno stato possa funzionare anche negli altri stati aderenti all’accordo.

Prima di chiudere l’intervista, abbiamo chiesto all’avvocato De Angelis di parlarci dell’associazione di cui lei è Presidente.

L’A-DJ vanta quale Presidente onorario Claudio Coccoluto e altri dj che lavorano a stretto contatto con le tematiche più delicate del settore. L’Associazione si sta battendo per la tutela e la promozione della categoria dei DJ, per la valorizzazione attraverso anche il colloquio con le autorità, per la costituzione di un albo che delinei quelli che sono i diritti e i doveri della figura professionale. L’Associazione sta organizzando anche delle attività a livello educazionale in alcune scuole, per insegnare l’attività di DJ e di produttore.
In più, l’Associazione offre ai propri associati consulenza extragiudiziale per tutte le questioni attinenti l’interpretazione e l’applicazione della licenza, nonché la rappresentanza nei rapporti con le istituzioni, le società di gestione del diritto d’autore e dei diritti connessi e l’ENPALS. L’iscrizione al sindacato costa 60 € l’anno.

Riserve dal mondo dei Dee Jay, per la prima volta seriamente messi dinanzi alla macchina burocratica. Alcuni difendolo il proprio ruolo di promotori della musica: artefici del destino dei singoli artisti, essi contribuiscono in maniera concreta a determinarne la fama o l’insuccesso. Costringerli a pagare per questo, sarebbe come estorcere due volte la loro prestazione professionale.

Altri, ancora, sono finalmente soddisfatti di come si sia riuscito a porre rimedio a quello che sembrava un assurdo e invalicabile limite della nostra legislazione.

Altri, infine, lamentano l’assenza di controlli da parte degli ispettori a ciò abilitati. “Molti Dee Jay - dice ai nostri microfoni un esperto del settore, che preferisce rimanere anonimo – lavorano unicamente con copie pirata, e ciò nonostante continuano a suonare nelle serate più importanti. Perché la finanza prende sempre i pesci più piccoli?”

Ma questa è un’altra storia. Che speriamo di non dovervi mai raccontare…

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