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Il diario di Toronto 2015: Anteprime deludenti e l’effetto-Venezia

Il cielo è impietoso sul Toronto International Film Festival. Sarebbe prevedibile in inverno, ma a settembre durante un festival in città dà un po’ fastidio. La leggera ma insistente pioggerella di fine estate non ha fermato i red carpet, sempre accerchiati dai fan adoranti in attesa di star ben disposte a farsi un bagno non solo di folla.

La grande quantità di film da vedere mi sta tenendo lontano dai red carpet. La pioggia non agevola certo un riavvicinamento, ma le passeggiate da un edificio all’altro dell’Entertainment District quelle non ho potuto risparmiarmele.

È giunta l’ora di raccontare un po’ la geografia di questo festival. Siamo nel cuore di Toronto, due isolati a nord della iconica CN Tower che non mi stancherò mai di fotografare e dal porto sul grande lago Ontario che si estende ben oltre l’orizzonte e a me sembra l’oceano.

La location principale delle proiezioni pubbliche è King Street, la strada su cui si affaccia il TIFF Bell Lightbox (Bell è lo sponsor), sede dell’organizzazione umanitaria che organizza il Festival, il grande teatro Princess of Wales, che ospita i più grandi spettacoli e musical broadwayiani ma che per questi dieci giorni è prestato al cinema, e la Roy Thomson Hall, tempio della musica anch’esso temporaneamente a disposizione del Festival.

Al Princess of Wales abbiamo visto due delle anteprime mondiali su cui avevo le maggiori aspettative: il film d’apertura “Demolition” di Jean-Marc Vallée (nella foto), e Sopravvissuto – The Martian” di Ridley Scott. Non mi aspettavo niente meno che capolavori, e invece in entrambi i casi mi sono ritrovato due grandi registi che per quest’anno evidentemente hanno deciso di adagiarsi sugli allori.

Esclusi questi due casi eccezionali al Princess of Wales, noi della stampa veniamo reclusi dalla mattina alla sera nel Cineplex Scotiabank Theatre (Scotiabank è lo sponsor), l’imponente multisala da 14 sale (di cui una IMAX) e 4500 posti, dove si tengono praticamente tutte le proiezioni riservate agli addetti ai lavori.

Qui ad esempio abbiamo visto l’anteprima mondiale della nuova edizione di “Il gigante di ferro”. Il capolavoro d’animazione di Brad Bird ritrova nuova linfa nelle immagini più che nei dialoghi, che sentono ancora il peso del tempo. In generale non sembra che da questa nuova uscita nei cinema il film abbia molto beneficiato, e qualunque rimasterizzazione sia stata fatta non è stata certo un restauro. Ma non c’è da lamentarsi. Le nuove generazioni troveranno un film d’animazione che ancora oggi non ha nulla da invidiare ai moderni blockbuster, e che mantiene freschissimo anche il suo umorismo per adulti, nonostante sia ambientato negli anni 50.

I miei colleghi dal Lido vi hanno già parlato approfonditamente del vincitore del Leone d’oro “Desde Allá” di Lorenzo Vigas. Era in programma anche qui a Toronto, esattamente il giorno dopo la chiusura della Mostra di Venezia. Evidentemente gli organizzatori del Festival di Toronto non si aspettavano una sua vittoria. Risultato: una fila mostruosa che all’interno dello Scotiabank per uno spettacolo del pomeriggio non s’era mai vista. Risultato corollario: il vostro affezionatissimo è stato rimbalzato all’ingresso.

In questo Festival che ancora non ha calato il suo asso, e quelli che si credevano tali erano a malapena figure, mi hanno dato enorme, ma enorme, soddisfazione le sezioni TIFF Kids e TIFF Docs. Ne riparliamo approfonditamente nel prossimo diario.

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