Home > Rubriche > Music Industry > Il D.J. ribelle e la macchina burocratica Parte I

Il D.J. ribelle e la macchina burocratica Parte I

Quanti sono i nodi del nostro sistema legislativo, forieri di problemi apparentemente invalicabili, ma che poi riescono ad essere risolti con del semplice buon senso?

Questa volta, ad essere coinvolto è il mondo notturno e spesso spregiudicato dei Dee Jay. I prestigiatori delle discoteche hanno subìto, infatti, dall’innovazione digitale della musica, più pregiudizi che benefici.

La legge parla chiaro: è possibile effettuare copie di files musicali esclusivamente per uso privato e non già per scopo di lucro. Quindi, al malcapitato d.j, che proprio attraverso la musica realizza il suo guadagno, non è concesso di duplicare, su un supporto esterno (un hard disk mobile o un semplice CD) gli mp3 che ha invece regolarmente acquistato su internet e salvato sul PC di casa. La masterizzazione su un CD è, infatti, da considerarsi a tutti gli effetti come copia pirata! Con conseguenti retate, sequestri, procedimenti penali, risarcimenti esosi. Ed il rischio è serio: sono previsti fino a tre anni di carcere e multe fino a 15.000 Euro.
E ciò anche se la giurisprudenza penale ha attenuato la responsabilità del DJ “pirata”, escludendo in capo a questi la sussistenza del dolo specifico. Hanno infatti stabilito i giudici che, nel caso del disc jockey, il lucro discende solo indirettamente dalla copia non autorizzata, avendo, invece, come fonte primaria, il cachet corrisposto dalla discoteca.

C’era chi suggeriva altri escamotage più maneggevoli come la richiesta all’ufficio DRM SIAE di un’apposita autorizzazione per la “riproduzione in copia”. A tal fine, dietro corresponsione di un diritto di 0,0437 euro a brano, la SIAE concedeva il contrassegno (cosiddetto bollino) sul CD. Ma anche questo meccanismo presentava le sue debolezze, non in ultimo il fatto che presupponeva un differente CD per ogni singolo brano e l’obbligo di utilizzare sempre lo stesso supporto mobile, contrassegnato dalla Società degli Autori.

Oggi invece la novità: la SIAE ha negoziato con le associazioni di categoria un sistema di licenza – per il momento in fase sperimentale – appositamente studiato per i Dee Jay, che consentirà loro di ottenere un’autorizzazione a suonare anche le copie di CD masterizzati, purché di legittima provenienza.

Abbiamo così deciso di intervistare l’avvocato Deborah De Angelis, presidente e socio fondatore dell’A-DJ, una delle quattro associazioni maggiormente rappresentative della categoria dei DJ. A lei abbiamo chiesto una serie di chiarimenti in merito al nuovo sistema di autorizzazione, onde rendere più chiaro ai nostri lettori il meccanismo che da oggi presiederà al controllo delle cosiddette copie lavoro.

L’avvocato De Angelis innanzitutto chiarisce come il sistema di apposizione del bollino sulle copie CD (di cui abbiamo appena parlato), e che medio tempore doveva considerarsi un palliativo, al fine di evitare le pesanti sanzioni, da oggi non potrà più essere utilizzato per mettersi in regola. Il bollino infatti dava solo l’autorizzazione alla riproduzione di copie del brano, non già invece alla loro utilizzazione in pubblico.
[PAGEBREAK] Il Protocollo d’Intesa sulla Licenza per la copia ad uso professionale attiene ovviamente solo all’autorizzazione collettiva da parte degli autori ed editori rappresentati in Italia dalla SIAE. Ma, indirettamente, copre anche le copie di brani appartenenti ad autori stranieri non iscritti alla SIAE o distribuiti da case discografiche estere. L’avv. De Angelis ci spiega infatti che la SIAE è legata alle consorelle straniere con dei rapporti di reciprocità. Per cui, pur se non facenti parte del repertorio italiano, anche le opere utilizzate in Italia e provenienti dall’estero sono, comunque, tutelate, a parità di condizioni, nel territorio del nostro Stato.
Qualora invece le opere utilizzate fossero addirittura al di fuori dei canali tutelati dalle società di gestione collettiva (per es. quelle opere rilasciate sotto licenza libera), il dj non sarebbe tenuto a dichiararle.

Occupiamoci ora delle modalità pratiche per ottenere la licenza, procedura estremamente semplice che viene gestita esclusivamente on line.
Innanzitutto non è necessario che il DJ si iscriva alla SIAE.
Si può richiedere la licenza delle copie lavoro collegandosi al sito della SIAE e cliccando, in home page, sul link “Dee Jay on line“. Quindi è necessaria la registrazione, tramite la quale – ci spiega l’avvocato De Angelis – la SIAE provvede ad effettuare un’istruttoria e ad inviare successivamente al dj tutta la documentazione necessaria, compreso il contratto di licenza, che dovrà a sua volta essere sottoscritto dal dee jay in duplice copia e rispedito alla SIAE.

Dopo di ciò, il richiedente riceverà per posta il bollettino bancario per il pagamento dei compensi SIAE, secondo le tabelle che verranno illustrate tra breve. Una volta data la conferma del pagamento ed inviata tutta la documentazione (tramite fax), il dj potrà completare la registrazione, accedere ai servizi on line ed al proprio account.

Registratosi, il richiedente dovrà inserire nel proprio account on line i dati relativi a ciascun brano che intende copiare su qualsiasi supporto ed eseguire in pubblico, segnalare la fonte della registrazione, lo status commerciale dell’opera e le modalità con cui è stata acquisita, citando autori, interpreti e titolari di diritti connessi.

Questa operazione dovrà essere ripetuta ogni volta che si intende effettuare una nuova copia lavoro da eseguire in pubblico. Il DJ deve quindi compilare e aggiornare costantemente il catalogo delle riproduzioni effettuate su una posizione personale on line all’interno del sito SIAE, accessibile tramite password.

Il DJ, che è solito cambiare spesso il proprio repertorio musicale, potrà modificare l’elenco dei brani presenti nell’elenco, togliendone alcuni ed inserendone di nuovi.

Vien da sé che il DJ licenziatario non potrà effettuare la vendita o la cessione in uso a qualunque titolo delle copie lavoro che ha realizzato. Le copie lavoro sono considerate non obbligatoriamente soggette all’apposizione del contrassegno SIAE e non possono essere cedute ad altri soggetti, essendo la licenza a carattere personale.

Nella prossima settimana, tratteremo la seconda parte di questo mini-corso per i Disc Jockey che vogliono attenersi alla legge, per non cadere nelle sanzioni della Finanza.
Tratteremo, in particolare, dei costi che la licenza comporta, quali documenti il DJ dovrà portare con sé al fine di esibirli agli Agenti accertatori; parleremo inoltre della registrazione all’ENPAS, del Comitato Paritetico, infine degli obblighi a cui dovranno attenersi quanti vorranno svolgere l’attività di DJ all’estero.

Scroll To Top