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  • Il Grinch

    Diretto da Peter Candeland, Yarrow Cheney, Matthew O'Callaghan

    Data di uscita: 29-11-2018

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Per questo Natale è giunta anche nelle sale italiane la versione cartoon de “Il Grinch”, l’abitante della cittadina di Chinonsò più burbero e verde che ci sia, doppiato in originale da Benedict Cumberbatch e qui da noi da Alessandro Gassman.

Nato nel 1957 dalla penna di Dr Seuss, nel 2000 Jim Carrey ne aveva vestito i panni nel live action con la regia di Ron Howard. Prodotto dalla Illumination Entertainment, quella di “Cattivissimo me” e dei “Minions”, e che aveva già lavorato a un’altra fiaba del Dr Seuss: “Lorax – Il guardiano della foresta”, è diretto da Yarrow Cheney e Scott Mosier, quest’ultimo amico di vecchia data e collaboratore del regista Kevin Smith/Silent Bob, quello di pellicole come “Clerks” o “Dogma” celebri per il sarcasmo tra il dissacrante e il nonsense, tra la parodia e l’eterno impaccio da disadattato.

È curioso, nella più tintinnante e soffice atmosfera natalizia, scorgere questo genere di tratti spietati e pungenti nel Grinch, e non solo nei confronti dei festosi abitanti di Chinonsò, ma anche in quelli del suo cagnolino Max, acuto e affettuoso in modo così incondizionato, simbolico preludio della sola cosa che possa far scaldare anche i cuori più cristallizzati. È curioso perché sul finire degli anni 50 il creatore del nostro protagonista peloso e sempre arcigno, era diventato celebre per aver scritto storie ideando mondi per bambini in cui i cattivi erano spesso dei grandi feriti che venivano curati dalla tenerezza dei piccoli. E la declinazione vagamente disillusa ed individualista che prende forma in un Grinch del 2018, fa suonare come fuori dal tempo le rime del Dr Seuss, che conciliano uno stacco culturale che sembra debba riunire due universi completamente diversi, e senz’altro per certi aspetti è così.

Quel cittadino solo e incattivito che vuole strappare la gioia a tutti perché finalmente capiscano come ci si sente così, oggi come allora viene stanato dalla dolcezza di una piccina vestita di rosa. In effetti il cuore dell’uomo dopotutto è sempre lo stesso, da che mondo è mondo. Certo, forse oggi con una punta di cinismo in più. Ma il Natale è comunque il Natale, e anche il Grinch non può far altro che ammetterlo.

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