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Il laboratorio

Nessun cambio di direzione, solo diverse stanze in una stessa casa: l’introduzione adeguata al monolite Nothing People la danno gli stessi Ør, Ød e Øs, le tre entità che riunitesi ne compongono la mostruosa mole. Si può parafrasare riconoscendo come l’effettiva coerenza sonora del gruppo sia un raro esempio nel panorama weird: a distanza di quattro anni da “Problems”, (il singolo d’esordio) i Nothing People non hanno mai realmente voltato pagina, ma hanno piuttosto aggiunto nuovi spunti di riflessione ad un discorso in continuo approfondimento.

Bisogna stare attenti a non fraintendere la coerenza con il conservatorismo: il laboratorio dei Nothing People è luogo di inarrestabile sperimentazione, dove restare aderenti alla propria idea di suono non significa ignorare i fermenti di innovazione, bensì essere capaci di inglobarli e renderli propri. Punto di partenza del loro percorso sono stati gli ultimi sussulti che scuotevano il corpo martoriato del post-punk, rivitalizzato con iniezioni di concretezza elettrica ed imbellettato con una forte dose di creatività. Si è attinto a tutte le suggestioni presenti nel panorama musicale per trasformarle in qualcosa di nuovo e differente: i Nothing People, pionieri del Weird Punk, potevano già vantare un suono ben delineato quando gli altri tentavano le prime timide ibridazioni.

Un disco all’anno: “Anonymous” nel 2008, “Late Night” nel 2009 e “Soft Crash” nel 2010, più innumerevoli singoli vanno a comporre un corpus omogeneo per qualità, che unisce la ricerca del suono ad una fruibilità relativamente semplice. Una buona porta d’ingresso per intraprendere un viaggio nel dissonante mondo del “weird”.

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