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Il lato meno oscuro dei seguaci di Dioniso

Che fosse una serata bastarda, lo si era capito ancor prima di giungere sul posto.

All’arrivo il numero 30 di via Sammartini, accanto all’insegna della discoteca, già non è più visibile; un pullman blu stile anni cinquanta parcheggiato proprio davanti all’ingresso del locale, ne occlude la vista. “The Bastard Sons of Dioniso” si legge sulla fiancata.

L’atmosfera è magnetica, quasi irreale. Tutto sembra lì solo per questi tre giovani musicisti trentini con il rock nel sangue. L’occasione è quella di presentare al grande pubblico un lavoro come “In Stasi Perpetua”; uno showcase che prelude ad una conferma importante, quella giunta dopo la popolarità acquisita tramite i mass media.

Già un’ora prima del concerto, un centinaio di ragazzi sfidavano il freddo attendendo di poter entrare e di poter assistere al lancio di un album che forse rappresenta qualcosa anche per loro. È la conferma che non sempre i sogni sono destinati a rimanere tali. Talvolta si concretizzano in qualcosa di reale, come un disco.

Il concerto dura meno di un’ora. È solo un assaggio, ma è sufficiente per far esplodere la carica energetica della band. In un sound decisamente rock e in pieno stile bastardo, Jacopo, Michele e Federico scatenano i loro strumenti dando un’anticipazione di quel che troveremo nell’album e di quel che sarà la loro tournée. C’è l’occasione quindi di sentire gli inediti “Se T’Annoi”, “Mi Par Che Per Adesso”, “Nothing To Talk About” e “Io Non Compro Più Speranza”.

Mischiati tra i fans riconosciamo Mara Maionchi e Gaudi, due persone sicuramente importanti nella crescita del gruppo e, cosa non ultima, nella loro popolarità verso il grande pubblico.

Se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse per un felice futuro ci son tutte. Al termine del concerto, la band ringrazia tutti e si rende disponibile per continuare la serata tra i presenti. Alcuni fanno loro delle domande, altri chiedono una fotografia. Altri ancora riescono a strappare un autografo. “Un autografo mio?” sembrano dire i loro occhi.

Il loro lato bastardo forse non è l’unico.

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