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Il lato oscuro di Melbourne

Data la scarsa affluenza di pubblico alle prime due date italiane del tour dei Drones (ieri a Roma, mercoledì a Milano in un musicdrome desolato) facciamo un passo indietro prima di iniziare a parlare del concerto.

Chi sono i Drones?
Quattro ragazzi di Melbourne, Australia.
Cosa fanno? Rock.
Puoi essere più specifico? Rock-Blues ruvido e sporco.

Per i pochi fortunati che si trovavano ieri sera al Circolo degli Artisti di Roma i Drones hanno messo in scena il ritratto della rock band perfetta: suoni cupi, assoli di chitarre graffianti come carta vetrata, un basso profondo e penetrante, la batteria che picchia. All’attivo hanno cinque album in studio e due live, e nel giro di pochi anni i Drones sono diventati uno dei nomi di spicco nel panorama musicale australiano, con influenze che affondano le radici nel classic rock statunitense, da Bob Dylan a Neil Young passando per Velvet Underground e Shellac.

Guidata dalla voce penetrante di Gareth Liddiard, la band ha suonato per settanta minuti di fila senza un’esitazione, non una nota fuori posto, neppure quando una delle corde della chitarra di Dan Luscombe salta: senza scomporsi, il chitarrista finisce di suonare “Shark Fin Blues”, poi tira fuori un’attrezzatissima valigetta e sistema tutto in un paio di minuti mentre il resto del gruppo accompagna l’attesa dilatando al massimo l’intro di “Six Ways to Sunday”, un blues ipnotico e travolgente. A fine serata il bis è d’obbligo anche se siamo in pochi, e i Drones tornano sul palco con “The Miller’s Daughter”, a perfetta conclusione di una serata da incorniciare.

Una menzione d’onore va anche ai Castanets, che hanno coraggiosamente aperto lo show di fronte ad un pubblico di dieci persone o poco più (fortunatamente il numero è andato aumentando rapidamente dopo i primi due-tre pezzi) senza per questo perdersi d’animo.

I Drones saranno questa sera allo Spazio 211 di Torino per l’ultima data del tour italiano. Se avete impegni, cancellateli. Se avete appuntamento con una ragazza, portatecela: vi sarà riconoscente. Se invece ve li siete persi non vi resta che incrociare le dita e aspettare che ripassino di qui molto, molto presto.

Nail It Down
The Freedom in the Loot
The Minotaur
River of Tears
Sitting on the Edge of the Bed Crying
Shark Fin Blues
Six Ways to Sunday
She Had An Abortion That She Made Me Pay For
I Never Want to Change

The Miller’s Daughter

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