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Sanremo 2010: Il Linguaggio della… Vittoria!

La sessantesima edizione del Festival della Canzone Italiana arriva stasera al suo primo verdetto definitivo, quello relativo alle nuove generazioni – categoria che una volta chiamavamo semplicemente i “giovani”.

La corona d’alloro è caduta sul capo di Tony Maiello, cantante di bell’aspetto con ancora qualche problemino di maturazione artistica, ma che ha accolto la notizia con cotanta incredulità da farci quasi tenerezza. Il Premio della Critica intitolato a Mia Martini, invece, è andato a Nina Zilli. Già definita da parte della critica come Mina che incontra la motown, ha in effetti mostrato un grande potenziale e una verve non comune di questi tempi. Doti che magari si paleseranno ancora più chiaramente quando Nina si presenterà un po’ meno Amy Winehouse e un po’ più Zilli. In ogni caso, un’artista da tenere d’occhio.

Di contorno, la gara dei big ha fatto un passo avanti verso la finalissima con tanto di duetti e versioni che, in effetti, hanno regalato a quasi tutti i brani una veste decisamente meno imbalsamata e, permettetici, più libera e creativa. Ciò non ha tuttavia impedito al popolo di eliminare dalla competizione Enrico Ruggeri, che insieme ai suoi Decibel ci ha finalmente fatto sentire una versione, la Versione, de “La Notte Delle Fate”, degna di rock, groove e Ray Ban bianchi d’annata. Peccato, un Ruggieri così non lo si sentiva da un bel po’. Va da sé, dunque, che Emanuele Filiberto, così come Valerio Scanu e i suoi modi di fare l’amore in tutti i luoghi e laghi, l’hanno di nuovo scampata.

E tra tutine di pelle, tulle e scaglie di pesce, vincitori e vinti Antonella Clerici e tutta la sua genuinità portano a casa un’altra serata, la quarta, filata liscia liscia, senza intoppi. Senza contare l’intrattenimento giovane con due g offerto da Jennifer Lopez e Bob Sinclar, con tanto di gran finale dei Tokyo Hotel.

Il gioco quello duro, però, deve ancora cominciare. E ora è tempo di tifoserie e pronostici per la finalissima tra i big di domani sera. E poi, se Dio vuole, saremo liberi di tornare ad ascoltare artisti senza ansia da prestazione.

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