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Il meglio del peggio, e qualcosa di più

Forse non lo sapete, e molto probabilmente non ve ne frega un cazzo di nulla, ma solo qualche giorno fa Mathieu Kassovitz, il regista con il pene nel cognome, ha dichiarato che si è rotto le palle del cinema. Il quale, secondo lui, è come Marx, Dio e Groucho: ha degli enormi baffoni.


Oh, e in più è morto.

L’unica cosa che può salvare il cinema, sempre secondo Kassovitz, è la distruzione sistematica di ogni copia esistente dei suoi FILM DIMMERDA, tipo Gothika e Babylon A.D.
Una volta sistemata questa formalità, il mondo sarà più felice, il riscaldamento globale si arresterà e le fochine tenerelle torneranno a dominare il pianeta.


Sopra: come potete vedere, la ricerca per “fochina tenerella” su Google Immagini rimanda SOLO a pagine di Laudvisgion. Siamo fichi? Siamo fichi.

Ma aspettate! Ci siamo dimenticati un particolare secondario, e cioè che Kassovitz sostiene che l’unica redenzione possibile per lui e la sua fallimentare carriera risieda nei videogiochi.

E a questo punto ci sarebbe da fare un discorso lunghissimo e serissimo sulla dignità narrativa di un medium ancora poco considerato dall’audience mainstream e dalla kritika ke konta, e che pure è riuscito a regalarci grandi storie, ricerca artistica pari o superiore alla gran parte delle produzioni hollywoodiane e momenti dall’impatto emotivo devastante.


Sopra: capitela e gioite con noi, oppure non capitela e succhiate la punta del cazzo di Cloud Strife.

Come se cinema e videogiochi non avessero già avuto una lunga e intensa storia di passioni segrete.
Ecco perché vi stiamo per presentare i film da vedere assolutamente per parlare del rapporto tra bla e bla bla. Non i più belli, né i più brutti. Solo quelli che è NECESSARIO vedere. Capito? NECESSARIO.


«NECESSARIO, FROCIO SUCCHIACAZZI! NECESSARIO!»
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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Max Payne (John Moore, 2008), tratto da Max Payne (Rockstar North, 2001).

La trama
Mark Wahlberg sta seduto dietro una scrivania, gli hanno ammazzato la famiglia, una sera conosce UN’AVVENENTE RAGAZZA che il giorno dopo viene uccisa con la morte.


Sopra: UN’AVVENENTE RAGAZZA prima della parte in cui viene uccisa con la morte.

A questo punto Mark Wahlberg conosce la doppiatrice di Meg Griffin, ovvero una persona che di nome si chiama come una parte molto importante del corpo della donna, mentre il cognome è quello di uno strumento musicale assai negro.


Sopra: vi presentiamo DUODENO KAZOO.

A questo punto, Payne e Sax (sì, lei in realtà si chiama MONA SAX e noi siamo davvero simpaticissimi) scoprono che ci sono delle sbatte con la droga, ammazzano tutti compresa Brigitte Bardot e vivono felici e contenti.

Perché è da vedere
Avete visto che foto abbiamo scelto a corredo di questa pagina? FICHE. Solo ed esclusivamente FICHE. Questo perché Max Payne (il film) non ha granché da dire – a differenza di Max Payne (il videogioco) – in termini di narrativa, di emotività, di idee brillanti. Cosa fare, quindi, per portare comunque al cinema un franchigia che, diamine, su PC prometteva benissimo?
Usare la patata.
Grazie, cinema, tu sì che non banalizzi mai nulla!


Sopra: un altro esempio di videogioco ADULTO perché ci sono TEMATICHE ADULTE tipo LE DONNE NUDE e quindi OMG È QUASI COME UN FILM.
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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Super Mario Bros. (Rocky Morton et al., 1993), tratto da Super Mario Bros. (Nintendo, 1985).

La trama
In origine la storia è semplice: la principessa Fica è stata rapita da Bowser, il re dei Koopa. Mario e Luigi, due fratelli idraulici italoamericani, decidono di avventurarsi nel regno dei funghi, uccidendo i cattivi funghetti marroni e le tartarughe volanti, fino ad arrivare nell’antro del Nemico. Lì lo sconfiggeranno tagliando un ponte con un’ascia, e riceveranno in cambio assolutamente nulla.


«Oh, principessa Fica, mi dispiace»

Tutto ciò almeno stando alla trama originale. Ma poi…

Perché è da vedere
… ma poi ECCO perché il film è da vedere assolutamente: perché dimostra come spesso la semplicità narrativa un po’ naïf di certi videogiochi, che è anche in parte la loro forza insieme al fatto che saltare su tartarughe giganti con le ali è inoppugnabilmente una figata, non funziona per il grande schermo. Non secondo le logiche di Hollywood, almeno.
E quindi cosa fare, avendo tra le mani materiale potenzialmente esplosivo ma difficilmente declinabile secondo i canoni tradizionali? Sperimentare con le tecnche narrative cinematografiche, provando a reinventarsi un modo di narrare le storie videoludiche sotto forma di film? Abbandonare il progetto e dedicarsi a girare film porno con i caimani? Oppure creare un’orrenda pacchianata cyberpunk che coinvolge l’estinzione dei dinosauri, Dennis Hopper e una principessa che non si chiama più neanche FICA ma MARGHERITINA?


Grazie, Hollywood, per il rispetto che mostri sempre verso le tue fonti di ispirazione. PS: DINOSAURI MICROCEFALI UMANOIDI.
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Il film e il videogioco da cui esso è tratto
Doom (Andrzej Bartkowiak, 2005), tratto da Doom (id Software, 1993)

La trama
Bla bla base su Marte, gente in stato confusionale, mostroni geneticamente modificati, CASINO CASINO CASINO, spacco tutto, faccina pesta e sanguinante in basso al centro, 59% salute.


Sopra: IDDQD.

Oltre a tutto questo, c’è The Rock.

Perché è da vedere
Gli ingredienti che hanno reso Doom uno dei più bei giochi di tutti i tempi sono fondamentalmente due: i demoni dell’Inferno e l’azione frenetica e sanguinolenta.
Allora perché, PERCHÈ IN NOME DEL CIELO, il signore con un sacco di consonanti tra nome e cognome ha deciso di girare un film in cui l’Inferno è sostituito dalle MUTAZIONI GENETICHE e l’azione è ridotta all’osso, specificamente in un paio di sequenze in prima persona assolutamente orrende perché disfunzionali e completamente fuori luogo in un film?
Perché è così difficile prendere una… COSA bella e trasformarla in qualcosa di diverso, ma comunque bello?


Sopra: PRENDETE ESEMPIO, CANI!

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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Lara Croft: Tomb Raider (Simon West, 2001), tratto da Tomb Raider (Core, 1996).

La trama
Indiana Jones ha le tette e fa delle cose con degli artefatti antichi e molto polverosi. Le tette di Indiana Jones si impolverano, arriva James Bond e anche il papà di Charlie nella versione di Tim Burton. Il papà di Indiana Jones con le tette è effettivamente il padre naturale di Indiana Jones con le tette, anche nella realtà.
Nella realtà, le tette di Indiana Jones con le tette sono meravigliose tanto quanto le tette di Indiana Jones con le tette nel film.


Sopra: Indiana Jones con le tette.

Perché è da vedere
Per le tette di Indiana Jones.
D’altra parte, stiamo parlando di un’opera videoludica che ha rivoluzionato il panorama dell’epoca, grazie a meccaniche di gioco rivoluzionarie e un approccio nuovo alla materia. Certo, tale opera aveva due problemi: si reggeva su una trama ridicola e ruotava tutto intorno al sex appeal della protagonista.


Oh, tu, sexyssimo ammasso di poligoni!

Cosa aspettarsi dunque da Hollywood? Rispetto per il carattere rivoluzionario del prodotto? Idee innovative per spostare di medium una franchigia e reinventarla con piglio tutto nuovo? Oppure aggrapparsi alle tette per tirar su un po’ di milioni?


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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Mortal Kombat (Paul Anderson, 1995), tratto da Mortal Kombat (Midway, 1992). Street Fighter (Steven de Souza, 1994), tratto da Street Fighter (Capcom, 1987). DOA: Dead Or Alive (Corey Yuen, 2006), tratto da Dead Or Alive (Tecmo, 1996).

La trama
Indiani che sputano fuoco, scheletri che sputano fuoco, lottatori di sumo che sputano fuoco, KYLIE MINOGUE! Militari cattivi, cospirazioni governative, guerra galattica! Ostaggi che soffrono, spiriti dell’oltretomba, Jean-Claude Van Damme! TANTISSIMI GUERRIERI GROSSISSIMI E CATTIVI CHE SI PICCHIANO PER AVERE LA SUPREMAZIA SUL MONDO INTERO!!1!


Sopra: un paio di chiappe.

Perché è da vedere
Cosa rende grande un videogioco? Una storia interessante. Riflessioni profonde sulla vita e sulla morte. Un intreccio appassionante e politicamente provocatorio. La semplice ricerca estetica.
Oppure un sacco di violenza gratuita che fa incazzare il MoiGe, gli scout e Tipper Gore.


«Senza lingua, Al, NON PENSI AI BAMBINI?»

Ah, e quel cretino di Jack Thompson.

Scusate.

Dicevamo.

Ecco perché il servizio migliore che si possa rendere a un medium in ascesa ma ancora in cerca di legittimazione ufficiale presso gli snobboni intellettualoidi è portare sul grande schermo (OMG HANNO FATTO UN FILM!) una o più storie ridicole ma talmente intrise di violenza da far incazzare anche LA CHIESA D’INGHILTERRA.


«Cosa cazzo me ne frega che Saw non è un videogioco? EH?!»
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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Resident Evil: Extinction (Russell Mulcahy, 2007), tratto da Resident Evil (Capcom, 1996).

La trama
ALT! Giusto, quasi dimenticavamo. “Tratto da”? Sì, forse l’avrete notato anche voi: nessuno dei film citati finora è realmente TRATTO DA il videogioco di riferimento. Sono tutte ispirazioni, adattamenti, libere interpretazioni. Questo per sgombrare il campo da equivoci, ed equivocare un campo di sgombri.

Ciò detto, Resident Evil: Extinction non fa eccezione. Già il primo film della saga faceva di tutto per allontanarsi dal videogioco originale, mantenendo solo qualche ambientazione e i fottuti zombie. Nel secondo film ci si allontanava ancora di più dai prodotti Capcom, tranne che per i fottuti zombie. Nel terzo film, i fottuti zombie sono tantissimi e stanno per conquistare il mondo.


Sopra: tipo così, ma di più.

Perché è da vedere
Già, allora perché è da vedere? Perché riesce, in un modo del tutto nuovo, a offendere il materiale di origine, ciononostante risultando UNA FICATA.
Spiegazione: i giochi della serie Resident Evil, almeno fino al terzo capitolo, si basavano su corridoi bui, tensione costante, minimalismo di trama e di ambienti, una sorta di legame spirituale continuo tra il giocatore e il gioco, il quale godeva tantissimo nel farlo cacare sotto dalla paura e nell’ammazzarlo senza alcuna pietà.


«I POLIGONI QUEI FOTTUTI POLIGONI»

La conversione cinematografica prende queste idee – funzionalissime a un film horror, peraltro – e le calpesta, ci sputa addosso e le dà in pasto ai furetti. Al loro posto, inserisce enormi eserciti, centinaia di armi da fuoco, mostri giganti bruti supermutanti, stormi di corvi zombie che prendono fuoco grazie alla forza del pensiero di Milla Jovovich e camion pieni di benzina che saltano in aria grazie a una canna accesa, maciullando migliaia di fottuti zombie.

Che schifo, eh? Che vergogna, che scandalo, che banalizzazione!


Eh già.

E invece no. Invece CHE FICATA!
OK, quest’ultimo concetto smentisce tutto quanto argomentato finora.
Ma dovete capire che SONO FOTTUTI ZOMBIE CHE ESPLODONO!
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Il film e il videogioco da cui esso è tratto

Qualsiasi film di Uwe Boll.

La trama…
… della vita di Uwe Boll. Questo signore è riuscito a trasformare il videogioco come arte in una barzelletta di pessimo gusto, grazie a oscene riduzioni cinematografiche di pietre miliari del gaming (Alone In The Dark, House Of The Dead), franchigie secondarie (BloodRayne, Dungeon Siege) e capolavori di stupidità volontaria (Postal).


Sì, sta vomitando.

Uwe Boll è riuscito a far incazzare siti Internet, giornalisti, interi forum di nerd, quasi quattrocentomila persone.
Ha prodotto un videogioco da cui ha tratto egli stesso un film da cui ha successivamente tratto un videogioco.
È apparso in un suo film nel ruolo di se stesso, film nel quale litiga con alcuni fan inferociti perché i suoi film non sono fedeli ai videogiochi da cui sono tratti. La scena si conclude con dei nani picchiati e un massacro di bambini.
Ha insultato Eli Roth e Michael Bay – OK, ogni tanto anche lui ci azzecca.
Ha girato la riduzione cinematografica di House Of The Dead, film notevolissimo per LA TOTALE ASSENZA DI UNA CASA.
È, in definitiva, il signore incontrastato dei film brutti.

Perché è da vedere
Perché Uwe Boll è un totale cretino e perciò non si può non amarlo, ecco perché.


Per esempio.

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