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Il metalcore d’estate si tinge di Velvet

Rimini in Agosto. La mente scivola sulle spiagge dorate, sui balli e le feste dinanzi alle rive dell’Adriatico. Chi potrebbe mai pensare che a due passi da quel paradiso andrà in scena il più grande evento italiano in ambito metalcore? Gruppi come As I Lay Dying e Killswitch Engage suoneranno insieme la stessa sera.
Alle 16:30 l’atmosfera è già calda (in ogni senso!), il grande parco/parcheggio del Velvet accoglie i primi fan che si accampano in attesa della serata. Comincia così un lungo carosello di targhe e accenti da tutta Italia che non accennerà a fermarsi prima delle 21:00, quando la fila avrà ormai completamente coperto l’ingresso.

Alle 21:30 i cancelli vengono finalmente aperti. Il Velvet è gremito come non mai e, nonostante il caldo e l’attesa, l’eccitazione e l’aspettativa mettono il turbo alle lancette. Se può suonar strano che molti siano venuti quasi solo per gli As I Lay Dying, lo suonerà anche di più il fatto che la serata non presenti affatto problemi di quote rosa… anzi!
Il pubblico è davvero assortito, sia per genere che per età e, considerato quello che dice il calendario, nessuno ha l’aria di essere qui per caso.
Sitemati gli ultimi dettagli tecnici/audio comincia lo show.

Ad aprire le danze ci pensano i Carnera, band italiana dedita a sonorità a cavallo tra l’Indie e lo Stoner (dagli Stoogies del maestro Iggy Pop ai QOTSA).
Malgrado il gap del genere tra loro e gli headliner, non si può che rimanere a bocca aperta di fronte ad un sound così personale e ricercato, pollice in su per loro!

Dopo poco più di mezz’ora arriva il turno degli As I Lay Dying, che dopo un cambio palco di circa 15 minuti irrompono sul palco. Al suono di “Through Struggle” il pubblico si infiamma, tutti si spingono in avanti per stare attaccati alle transenne. L’adrenalina sale e la band di San Diego continua a far tremare la terra con “Nothing Left” e “Forever”, poi ancora “Within Destruction” e quasi attaccata “The Sound Of Truth”, fino a chiudere con “Confined”.
Ottima la loro performance, grande energia, grande impatto ma anche cura nell’esecuzione. Unica pecca la breve durata, contando anche i pezzi prima citati, la scaletta non arriva a 10 pezzi per un totale di circa 40 minuti. Scesi gli As I Lay Dying, dalle casse del locale tuonano le note di alcuni brani tratti da “Vulgar Display of Power” dei Pantera, mentre dopo un’ulteriore pausa di circa 15 minuti ecco che fa ingresso il quintetto di Boston, subito si leva un boato ad accoglierli, l’atmosfera è rovente!
Si parte con “As Daylight Dies” e, nonostante sia alla sua ottava data del tour europeo, i Killswitch Engage dimostrano di essere in ottima forma. Con il pubblico in delirio lo show si fa strada tra pezzi come “Unbroken”, “The Arms Of Sorrow”, “For You” e “Breathe Life”.
La band sembra inarrestabile, precisa ed esplosiva avanza attraverso “Still Beats Your Name” e “Fixation On The Darkness”, poi ancora “My Curse”, “A Bid Farewell”. Cigliegina finale come ultimi 3 pezzi abbiamo in ordine “My Last Serenade”, “The End Of Heartache” e la mitica cover di Ronnie James Dio “Holy Diver”. Il bilancio è di circa un’ora e mezza per 18 pezzi di sano e puro metalcore.
L’orologio segna mezzanotte e mezza, parte del pubblico esce in cerca d’un po’ d’aria, altri resistono e si mettono in fila allo stand del merchindise mentre dal parcheggio comincia il lungo controesodo.

A malincuore è comunque necessario fare delle precisazioni, in primis va detto che a livello audio gli imprevisti sono stati davvero tanti. Ogni band ha rifatto quasi da zero il soundcheck nei cambiopalco, con conseguente riduzione delle scalette (soprattutto per gli As I Lay Dying!) e con risultati sonori non sempre esaltanti (troppi bassi!). Inoltre c’è da dire che il caldo ci ha messo un bello zampino in mezzo. Per farsi un’idea basta immaginare centinaia di persone accalcate dentro un locale privo di ricambio d’aria in cui aleggia una cappa grigiastra di fumo, il tutto considerando che è l’11 di agosto.
Nonostante questi appunti, il giudizio della serata resta positivo. Bellissima l’atmosfera tra le persone, ottime le perfomance di tutte e tre le band, buona nell’insieme anche l’organizzazione e ragionevole il prezzo del biglietto (25 euro). Per chi ama il genere un must, una di quella serate di cui poter dire: “Io c’ero!”.

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