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Il mitico Ymir

Nome: Ymir

Chi gliel’ha dato: Nel film “A 30 Milioni di Chilometri dalla Terra” la parola Ymir non viene mai pronunciata. Immagino che il nome sia frutto del suo creatore, Ray Harryhausen. In realtà, tramite complessissime ricerche tipo inserendo la parola Ymir su Google, ho scoperto che nella cosmogenia scandinava lo Ymir è “il gigante primordiale sorto tra il ghiaccio e il fuoco all’inizio del tempo, e dal cui sacrificio venne creato l’universo”.

È colpa degli americani? Decisamente. Andiamo con ordine: gli Stati Uniti mandano su Venere la navicella XY-21 (un comune razzo monostadio ad astropropulsione). Dopo una approfondita ricerca, i diciassette fieri colonizzatori biondi decidono che è tempo di tornare sul nostro pianeta. Qualcosa durante il viaggio di ritorno va storto, e la XY-21 si schianta nel Mar Mediterraneo, per la precisione in Sicilia, vicino al piccolo comune di Gerra. Dei pescatori timorati di Dio in canottiera e con delle capigliature scolpite nella roccia riescono a trarre in salvo un membro dell’equipaggio, lo stronzissimo e pericolosissimo Colonnello Robert Calder. A riva giunge anche una delle cose che gli americani hanno preso su Venere: un cilindro di vetro su cui c’è scritto Progetto n°5: proprietà degli Stati Uniti d’America. Lo trova il bambino Pepe, fanciullo rintronato dal Cinema Western. Una volta aperto il cilindro di vetro, esce una sorta di mega supposta di ambra al cui interno c’è il bozzolo di Ymir. Il bambino Pepe, che essendo siciliano non solo è un mortaccione con i pantaloni corti, le ciabatte e una maglietta mezza strappata, ma è anche un maneggione: per 200 lire (il necessario per comprarsi un cappello da cowboy) vende la suppostona venusiana al Dott. Leonardo (interpretato da Frank Puglia. Ok, ritagliatevi un momento all’interno della vostra caotica giornata per pensare al fatto che è esistito un uomo di nome Frank Puglia… Pupillo di David Wark Griffith, 223 film interpretati, nato in Sicilia nel 1892 e morto a Pasadena nel 1975… Grandissimo Frank Puglia!). Sarà proprio nella roulotte del Doc Leonardo che la supposta ambrata uscirà lo Ymir. Per cui, sì, anche se gli americani probabilmente diranno che è colpa della maneggiosità del bambino Pepe, è colpa degli americani. Che di colpe poi ne avranno altre, ma c’è tempo…

Filmografia:
Ymir ha fatto solo questo film, “A Trenta Milioni di Chilometri dalla Terra”. Successivamente è caduto vittima della dipendenza da guardare su internet immagini di donne nude intente a succhiare dei Calippo, e non ha fatto più niente. L’unico che gli è stato vicino nei momenti più duri è stato il grandissimo Frank Puglia. Gli altri, infingardi, hanno tutti voltato le spalle al povero mostro che ha abbandonato quasi subito il crudele mondo dello show biz per ritirarsi a vita privata in campagna. Qui, in un casolare isolato vicino a Trofarello (TO), lo Ymir ha smesso di passare le giornate a scaricare quelle immagini zozze ed è tornato il mostro di un tempo. Oggi si guadagna da vivere scrivendo frasi sconce a pennarello nei bagni degli autogrill di tutta Italia. Ogni tanto qualcuno lo riconosce e gli chiede di posare per delle foto ricordo. Lo Ymir lo fa controvoglia, ma poi pensa alle parole del suo vecchio amico Frank Puglia (“Occhi chi aviti fattu chianciri, chianciti”) e si presta alle peggio cose.

Caratteristiche fisiche: Lo Ymir nasce nel bozzolo/suppostona. Dopo poco tempo il bozzolo si schiude e presenta il mini Ymir. Parliamo di un essere alto più o meno come una normale action figure, tra i 20 e i 25 cm. Il mini Ymir c’ha già tutte le sue robine a posto. Questo vuol dire che una volta uscito dal bozzolo ha un aspetto che preserverà per tutto il resto della sua vita. Ha una testa simile a quella di un coccodrillo e brutti denti aguzzi, un torso umano, gambe da fauno e una lunga coda biforcuta. Sia le mani sia i piedi hanno tre dita con unghie particolarmente affilate. Lo Ymir non ha un apparato riproduttore. Questo ci pone una domanda: da dove spunta il bozzolo/suppostona? Si accettano ipotesi nei commenti. Lo Ymir non ha né cuore né polmoni. Tuttavia sappiamo che il suo corpo è percorso da piccoli tubicini. Ha un sistema respiratorio da un elemento fibroso in grado di filtrare i vapori velenosi presenti sulla superficie del pianeta Venere. Una volta esposto all’atmosfera terrestre, lo Ymir va incontro a una crescita abnorme che lo fa evolvere molto più velocemente che sul suo pianeta natale.
[PAGEBREAK] Altezza: Nella fase finale del suo sviluppo, lo Ymir è alto come un elefante. Per cui, grazie a delle ricerche incredibilmente complesse su internet (ho messo la parola elefante su Google), vi posso rivelare che lo Ymir può arrivare ai 4 metri d’altezza.

Ricorda una figa? No. Niente. Questa volta c’è poco da fare. Qualche malato potrebbe soffermarsi sulla coda biforcuta, e parlare di bifallo, ma anche no. Ahahah, che ridere la parola bifallo.

Vittime preferite: Nessuno in particolare. Lui attacca solo se provocato. Quelli che lo provocano di più sono gli americani, per cui vittime preferite… gli americani. Va detto però che in tutto il film il mostro uccide: un cane (il cane Carlo), un elefante e una decina di militari più svariati civili italiani.

Omicidio migliore: Ho particolarmente apprezzato il momento in cui lo Ymir è appeso al Colosseo, i soldatini americani gli sparano contro di tutto, lui si gira, strappa un pezzo di Colosseo e – modello bowling – lo tira contro i suoi avversari, schiantandone tre in una botta sola. Oh yeah.

Come si sconfigge?
Mah, in teoria lo Ymir non è neanche da sconfiggere. È un pupazzone buono e poco aggressivo. Certo, come abbiamo detto è alto 4 metri, sembra un dinosauro e ha le zampe artigliate, per cui diciamo che esteticamente magari può mettere un po’ d’ansia, ma è fondamentalmente innocuo. Si ciba di zolfo (non è carnivoro) e non ha nessun interesse a rompere i coglioni a noi umani. Nel film diventa un pericolo per colpa degli americani. Vi spiego come: a un certo punto lo Ymir in fuga si nasconde in una fattoria. Sul posto arrivano i militari capitanati da quello sbruffone del Colonello Calder, il quale – dopo aver guardato la fattoria con un certo disprezzo – ferma il simpatico fattore siciliano che sta per tirare una forconata allo Ymir. Lo guarda (con un certo disprezzo) e gli dice: “Fermo! Non provocatelo! Reagisce solo se attaccato!”. Il fattore – che probabilmente non ha capito un cazzo, visto che Calder (con un certo disprezzo) parla solo americano – magicamente si ferma. Un secondo dopo, il colpo di genio: Calder prende in mano un bastone appuntito con cui comincia a punzecchiare il mostro. Lo Ymir giustamente si incazza e comincia a fare danni. Non contento Calder si esibisce anche in questo grandissimo numero: una volta che lo Ymir è diventato effettivamente un problema, la polizia italiana decide che è il caso di ucciderlo. Calder reagisce in modo leggerissimamente ipocrita e comicia a dire: “Ma no, dai! Non uccidiamolo! Siete delle bestie senza cuore un po’ ignorantoni voi italiani che abitate qui su quest’isola brulla e che manco c’avete le strade mentre noi siamo fighissimi e biondi! Perché lo volete uccidere? Bestie! Io sono americano, biondo, non ho paura come voi che quando mi fanno una foto mi rubano l’anima. Quindi, dopo aver schiantato un razzo nell’acqua, dopo non aver manco degnato di uno sguardo i due pescatori che mi hanno tratto in salvo, dopo aver perso un alieno potenzialmente pericoloso, dopo averlo reso effettivamente pericoloso, adesso vi dico che non è il caso di ucciderlo! Catturiamolo e diamolo a uno zoo della capitale di questo bizzarro ed arretrato paesello! Così questi mortaccioni hanno qualcosa da fare la domenica pomeriggio e noi intelligentoni invece possiamo studiarlo e scoprire i segreti dell’Universo!”. A questo punto Calder rivela a tutti che lo Ymir si immobilizza se colpito da scosse elettriche. Prende una rete, un elicottero, coopta un paio di militari e riesce nel suo intento: cattura lo Ymir facendo gettare da un elicottero una rete sopra le bestia, per poi farla elettrificare da dei soldatini. Lui ovviamente non fa un cazzo se non impartire ordini da distante e nel frattempo insidiare la nipote figa del dottor Leonardo.
Lo Ymir, una voltra catturato, viene spedito a Roma e custodito in una sala segreta dello zoo. Qui viene tenuto fermo dal dottor Blankfurt, un anestesista viennese che – grazie a un bracciale – immette costantemente nel corpo del mostro scariche da 1800 volt. Gli americani, che si sentono fighissimi, decidono che è il caso di rivelare a tutti che sono talmente fighi che sono riusciti ad andare su Venere e portare indietro un alieno. Organizzano una conferenza stampa, si prendono i meriti di qualsiasi cosa e poi invitano i tre giornalisti a vedere lo Ymir. Peccato che durante la visita qualcosa vada storto e la bestia riesca a liberarsi. Dopo essere stato torturato il mostro è comprensibilmente un po’ incazzato, per cui se ne va in giro per la città a fare macelli. Calder, che nel frattempo ha cominciato a farci venire dei dubbi sulla sua eterosessualità (la nipote di Leonardo fa di tutto per dargliela e lui sembra non cogliere…) decide che ADESSO è il momento di uccidere il mostro. In città, con milioni di abitanti. Prima, in campagna, da soli, isolati e senza pericoli, fa quello che vuole salvare la povera bestia… In pieno centro a Roma invece, si trasforma in Rambo e decide che per Ymir è finita. Apre le danze proprio Calder, che per fare il bullo con la sua presunta fidanzatina e dare l’impressione di uno che non ha problemi erettili, come probabilmente invece ha, prende una macchina e – giusto per far incazzare ancora di più la bestia – la schianta contro Ymir, il quale per altro praticamente non s’accorge di nulla. Dopo di lui è la volta dei militari che cominciano a fare danni ovunque. Oltre a sparare accazzo contro lo Ymir miliardi di munizioni totalmente inutili, e nei momenti più furbi, lanciano granate come fossero coriandoli nel Tevere e una serie di bazookate contro il Colosseo. Dai e dai, dopo aver combattutto contro un elefante incazzosissimo, dopo essere stato ripetutamente colpito da proiettili, granate, lanciafiamme a lunga gittata, bazookate varie, lo Ymir precipita dal Colosseo e muore.

Lo compreresti? Lo prenderei appena uscito dalla suppostona ambrata, nella versione action figure, e ci farei fare la fine dei Bonsai Kitten. Lo metterei sulla libreria tra il mio sciatore dello spazio e la bottiglia di birra Nancy Reagan. Oh, ma la sapevate questa storia dei Bonsai Kitten? Incredibile…

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