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  • Il mondo fino in fondo

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Quanto possono essere diversi due fratelli? All’apparenza, moltissimo. Loris (Luca Marinelli) è un trentenne completamente integrato nell’azienda di famiglia, con una moglie in attesa del primo figlio. Davide (Filippo Scicchitano) ha diciott’anni appena, e vive in clandestinità e con timidezza la propria omosessualità, ma soprattutto non ha nessuna intenzione di lavorare nell’attività di famiglia. Quando i due si recano insieme a Barcellona per assistere a una partita di coppa dell’Inter – squadra di cui Loris è tifoso sfegatato – Davide conosce l’attivista ecologista cileno Andy, e se ne innamora a prima vista, tanto da decidere di mollare tutto e partire con lui per la sua terra d’origine. Loris, grazie ai movimenti della carta di credito, lo seguirà in un’avventura che metterà in dubbio il suo mondo. Facendogli scoprire che, in fondo, i loro due mondi possono essere sì molto lontani, ma inestricabilmente uniti.

A tratti potrà sembrare inverosimile, “Il mondo fino in fondo” di Alessandro Lunardelli. Com’è che un ragazzo di buona famiglia decida di punto in bianco di salire su un aereo per il Cile e infiltrarsi in una cellula di ecologisti impegnati in attività di sabotaggio? Anche il personaggio di Andy è per certi versi poco credibile, così come l’attrazione che Davide prova all’improvviso per lui. Ma c’è in questo film un’eleganza e sobrietà che, alla fine, conquista, e che convince che nella vita tutto, ma proprio tutto, può succedere. Persino di innamorarsi così e di ritrovarsi tra le meraviglie della Patagonia. Come se il regista ci dicesse: «Il mondo sta per finire, niente deve essere impossibile». Una buona opera prima.

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