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Il mondo “Introverso” di Chiara Dello Iacovo, a Sanremo 2016 tra le Nuove Proposte [INTERVISTA]

In gara tra le Nuove Proposte della 66°edizione del Festival di Sanremo c’è anche Chiara Dello Iacovo. Giovanissima (1995) nata a Savigliano, salirà sul palco dell’Ariston con il brano “Introverso“. Chiara, fin da piccola promessa alla musica, ha sempre sognato il mondo dello spettacolo che vive come una bella sfida. La giovane artista ha preso parte a diversi concorsi come Tour Music Fest, Musicultura 2015 (arrivando alla vittoria), The Voice. Lei è la tipica ragazza acqua e sapone, semplice e simpatica. Di quelle che fa sempre piacere incontrare, soprattutto in un mondo così particolare dove la genuinità a volte va perduta.

 

Ciao Chiara come va? Sei pronta per Sanremo?

Assolutamente no! Nella benché minima maniera!

Come ti sei sentita quando hai ricevuto la notizia della convocazione?
Quest’anno abbiamo avuto la fortuna, e anche la condanna, di riceverla in diretta su Rai 1, durante la puntata di selezione del 27 novembre. E fino alla fine è stata dura. Tra 650 proposte arrivare negli ultimi otto e non passare negli ultimi sei, ti sembra veramente che l’universo ti stia prendendo in giro. Ho rischiato veramente che mi saltasse una coronaria.

“Introverso” è il brano con cui sarai in gara al Festival di Sanremo. Ci racconti come nasce questa canzone e cosa ti ha ispirato particolarmente nel scriverla?

E’ lo sfogo di tutto uno stato d’animo che si è ampliato nel periodo di The Voice, quando sono venuta a contatto con il mondo dello spettacolo. Soffrivo tantissimo questa richiesta del meccanismo in cui eravamo immersi, ovvero il dover continuamente ostentare quello che eravamo, i nostri sentimenti, entusiasmi. Anche nei social, dovevamo sempre mostrare all’esterno l’immagine migliore di noi, un’immagine che non trovavo coerente con ciò che ero. Ad esempio, se ero triste non capivo per quale motivo dovessi fingere di esser qualcos’ altro.

Immancabilmente era dettato dal fatto che un po’ tutti volevamo dimostrare di meritarci quel posto per cui stavamo lottando. E tutto si è delineato quando ho scritto questa canzone che parla appunto della non necessità di dover sempre mostrare all’esterno ciò che si sa di essere.

Tra l’altro che oltre a essere cantante e autrice ti sei cimentata anche nella regia e hai curato il video del brano..Chiara 02_b

Si, ho realizzato il video insieme alla mia video maker. In realtà, ho sempre curato da sola la regia di tutti i miei video perché inizialmente non avevo nessuno che lavorasse con me, e poi mi sono appassionata. E’ una sfida, un altro esercizio di fantasia. Un altro modo per esprimere.

“Introverso” sarà contenuto all’interno del tuo primo album “Appena Sveglia”. Mi incuriosisce la scelta del titolo che hai dato al disco.

Ho riflettuto sul titolo dell’album per ben sei mesi. Non riuscivo a trovare qualcosa che mi soddisfacesse a pieno. Poi, a un certo punto, il mio produttore mi ha intimato cordialmente di prendere una decisione. E quella sera andai a dormire alle 4, pensando e ripensando ai possibili titoli che avrei potuto dare al mio disco.

L’indomani, dopo essermi svegliata abbastanza tardi, incontro la mia coinquilina in cucina – io di pessimo umore, con la tazza del latte in mano e in pigiama – la guardo e le dico “Sai che c’è Alessia? Lo chiamo “Appena Sveglia”. E dopo qualche attimo di silenzio: “Appena Sveglia è perfetto!”, esclamiamo entrambe.

Come titolo, effettivamente, racchiudeva in sé due fattori: l’ingresso nel mondo che volevo esattamente, e quella sensazione di essere appena svegli, ovvero quel momento in cui ancora devi capire come affrontare la giornata. Anche da un punto di vista sonoro, dava un senso all’intero album, sebbene siano canzoni nate sotto influenze diverse.

Hai avuto modo di conoscere più a fondo qualche collega tra le “Nuove Proposte”?  C’è qualcuno che ti piace musicalmente o che senti affine a te?

Siamo tutti diversi, in modo netto. Tra tutti trovo più affine a me Ermal Meta. Nel modo in cui risponde alle domande, il suo modo di ragionare. Ho notato che abbiamo degli “ingranaggini” affini. (ride, ndr)

E tra i Big per chi fai il tifo?

Non ho ancora ascoltato le canzoni, ma a scatola chiusa non posso fare a meno che tifare Elio e Le Storie Tese.

Quando sarai sul palco dell’Ariston sicuramente l’emozione sarà a mille. A chi dedicherai questa gioia?

A una persona in particolare. La mia prima e vera insegnante di canto. Quella che ha dato al via tutto, a cui ho fatto ascoltare le mie canzoni e che mi ha spinto a lanciarmi. Ricordo quando – ancora 15enne – mi disse: “Chiara tu avrai bisogno di scrivere perché dentro di te hai una parte malinconica, e devi cercare di attutirla in questo modo”. A quell’età, in realtà, mi sentivo più un fuoco d’artificio che malinconica.. perché non me n’ero ancora accorta. Lei, invece, aveva captato una serie di miei aspetti prima che si manifestassero.

Quanto ti ha fatto maturare l’esperienza di “The Voice”?
Parecchio. E’ un contesto che, se vissuto senza superficialità e con i piedi per terra, ti permette di scardinare tutte le tue convinzioni. E se si fa in giovane età è un mezzo per indirizzarti davvero verso la strada giusto. E’ stato molto bello avere questo “negativo” – come quello di una macchina fotografica – con il pubblico. Vedere come loro percepivano in modo diverso cose che magari io dall’interno non credevo di aver trasmesso.

Chiara 03_bHai qualche rito scaramantico da seguire prima di salire sul palco dell’Ariston?

No, niente riti. Prima di salire sul palco ondeggio tra schizofrenia e autismo! (ride, ndr).

Hai 20 anni e l’età è dalla tua parte. Oltre al sogno di realizzarti cantando hai qualcos’altro nascosto nel cassetto?

In realtà disegno e dipingo.. Prima o poi vorrei fare un’esposizione dei miei deliri!

 

La musica italiana ha spesso consacrato la longevità di un artista. Tu come ti vedi tra 20 anni?

Se ti rispondo 40enne vale come risposta?

Beh, sicuramente con qualche soddisfazione in più!

Quelle sicuro… ma arriveranno anche i periodi bui, che finora non ho mai incontrato. Credo che ci sono artisti davvero meritevoli e che hanno fatto molta più gavetta di me. In certi momenti mi sento anche in colpa, ma è inutile farsi venire il sangue amaro per cose di cui non sei responsabile.. Non abbiamo potere sugli eventi che accadono.

Ogni percorso è diverso dall’altro, ed è bello anche per questo.

Esatto!

Altri progetti post-Sanremo, album a parte?
Diciamo che l’album ci porterà via un po’ di tempo perché il 15 febbraio inizieremo con gli instore tour. Poi, a quel punto, arriverà l’estate..Mi sa che quest’anno sarà musicalmente denso!

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