Home > Report Live > Il post punk colpisce ancora

Il post punk colpisce ancora

Senza ombra di dubbio, i quattro ragazzi di Birmingham sono cresciuti. Il pubblico che hanno raccolto davanti al palco durante la loro unica data italiana a Torino dimostra che musicalmente il loro percorso è in ascesa. Il post punk non smentisce. E non tradisce le aspettative. Gli Editors portano in tour il loro album “In This Light And On This Evening” e aprono proprio con l’omonima canzone. Tom Smith è al pianoforte, con la sua calda voce new wave. Il pubblico inizia a sciogliersi con l’arrivo delle prime note di “An End Has A Start”: Tom si alza e calca la scena con le sue doti da ipnotico intrattenitore. Seguono “Bones” e “Eat Raw Meat = Blood Drool” che incalzano i fans.

Gli Editors dal vivo, ammettiamolo, regalano molte più emozioni che in studio: c’è lo spettacolo e un’esecuzione strumentale impeccabile. Peccato per l’acustica che non rende giustizia alla vocalità di Tom e alle performance artistiche del gruppo. Con “Racing Rats” la folla cede e dà spazio al movimento: il cerchio si chiude e l’energia diventa vortice impetuoso tra palco e parterre. Il front man si dinoccola, si contorce, passa in loop continuo da tastiera a chitarra, arrotolandosi al microfono come un serpente e dimenandosi come posseduto dalle sue stesse note. Ottima l’esecuzione della tanto attesa “Munich” e della struggente “Smokers Outside The Hospital Doors”. Un’ora e mezza di live.

Al rientro per il bis, Tom si presenta da solo. Si siede davanti ai tasti e intona “No Sound But The Wind”. Tutti gli occhi rimangono in religioso silenzio: l’incantevole ballata, colonna sonora del film Twilight, emoziona e stupisce per l’intensità. Ma sono tutti in attesa di cosa regalerà il finale. Ecco “Papillon”, il singolo che accontenta tutti e che esalta mani e piedi del pubblico abbandonato al suo incalzante ritmo. “Fingers In The Factories” abbassa il sipario. Gli Editors hanno dato nuovamente prova della loro abilità strumentale e della loro capacità compositiva. E anche l’occhio ha avuto la sua parte.

Scroll To Top