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Il prog sarà salvo finché i corvi…

Nell’anno del Giubileo di Sua Maestà Elisabetta II, un grazie sincero va all’Inghilterra per aver sfornato delle meraviglie del prog rock come, fra gli altri, Pink Floyd, Haken e Bunchakeze. God Save the Queen!

Colin Tench: uno dei maggiori esponenti della musica underground e indipendente britannica, e talentuoso chitarrista che ha saputo reinventarsi dopo quasi 15 anni di attività, risorgendo come la fenice di una bella canzone della sua band principale, i Bunchakeze. Infatti, dopo aver sciolto gli Odin of London, il rocker si è fermato per diversi anni, prima di costituire i Bunchakeze, con i quali ha pubblicato “Whose Dream?” nel 2010, riscuotendo ampio successo nel circuito indie.
Da qui, l’uomo dal multiforme ingegno si è prodigato in diverse collaborazioni, e al momento è impegnato in 3 progetti paralleli, oltre alla sua band principale. Eccovi un breve excursus delle attività di Mr Tench:

CORVUS STONE: Colin Tench, trasferitosi in Svezia per amore dei Pain Of Salvation, incontra Pasi Koivu (tastiere) e Petri Lemmy Lindström (basso), e alla fine del 2011 dà vita quasi per caso al progetto Corvus Stone, realizzando un CD omonimo strumentale interessante e variegato. I pezzi risentono fortemente dell’influenza dei grandi classici del prog rock, mescolati ai Queen, all’elettronica e a melodie latineggianti.

CTP (COLIN TENCH PROJECT): questa band è stata formata da Colin Tench e da alcuni musicisti amici, che, curiosamente, non si sono mai incontrati di persona, ma hanno registrato le proprie parti singolarmente e poi unito il tutto. Fanno parte della formazione il tastierista romano Marco Chiappini (già nei Gandalf’s Project) e il batterista Victor Tassone (di Unified Past), oltre al già citato Gary Derrick. Il primo frutto di questa collaborazione sono i singoli “Something Old, Something New, Something Borrowed, Something Screwed” e “La Palo Desperado”. Mentre il primo pezzo è ruffiano al punto giusto ma equilibrato, in cui i diversi strumenti si mescolano mantenendo un’identità distinta, e creando un insieme piacevole ed armonioso, il secondo è un pezzo latineggiante basato soprattutto sulla chitarra classica.

OCEANS 5: la storia di quest’ennesimo progetto di Colin Tench comincia da lontano, e precisamente quasi 100 anni fa, epoca cui risale l’originale di “The Mingulay Boatsong”, che Tench ha pensato di reinterpretare in chiave classic prog, coadiuvato dagli inseparabili Marco Chiappini e Victor Tassone, con l’aggiunta di Andy John Bradford alla seconda chitarra e da Stef Flaming dei Murky Red al basso.

Una vita molto impegnata e una carriera che si dipana su diversi fronti per questo rocker inglese della vecchia scuola!

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