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Il racconto della data di Roma

“Hai Paura Del Buio?” da disco degli Afterhours diventa festival e, dopo Torino, arriva all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la sua seconda data.

Ad aprire il festival in sala Petrassi sono proprio Manuel Agnelli &co, che di bianco vestiti danno il via alla lunga giornata con “Padania”, titletrack del loro ultimo disco da cui saranno tratti la maggior parte dei brani eseguiti in questo primo set di circa mezz’ora. Dopo l’apertura, Manuel Agnelli ringrazia il pubblico che ha riempito la sala di essere lì così presto, le ragazze sedute dietro di noi ci tengono a farci sapere che per lui sarebbero state lì anche alle 6 del mattino. Eppure, nonostante gli Afterhours siano davvero in ottima forma e la loro esibizione sia ineccepibile, vederli e sentirli da seduti risulta un po’estraniante e costringe a rimandare il pogo alla loro seconda esibizione in Cavea.

La Cavea, ripartita in tre parti, è già animata da Orodè Deoro, che pittura mentre davanti a lui la recitazione e la musica si fondono in un interessante spettacolo di teatro sperimentale. A seguire uno dei due progetti portati a “Hai Paura Del Buio?” da Enrico Gabrielli: i Der Maurer. In duo con Sebastiano De Gennaro, Gabrielli ripropone rivisitazioni dei repertori di alcuni compositori contemporanei, tra cui “Clapping Music” di Steve Reich, sulla quale, viene chiesto al pubblico di non applaudire durante l’esibizione, anche se probabilmente, nel clima di sperimentazione del festival, sarebbe anche stato interessante provare a fare dei pezzi in collaborazione coi presenti.

Dopo Pierpaolo Capovilla che propone una lettura di Antonio Delfini, Gabrielli torna in Cavea con l’Orchestrina di Molto Agevole (Liscio d’Antan), che, superato il disorientamento iniziale, vede il pubblico lanciarsi in movimentate danze e trenini, richiamando alla mente i recenti concerti di Capossela con la Banda della Posta.

Gradevole parentesi di musica classica in sala Petrassi, dove il Chamber Trio, Manuel Agnelli al piano, Rodrigo D’Erasmo al violino e Angelo Maria Santisi al violoncello, “violenta” Schubert, come ha detto lo stesso Manuel in conferenza stampa in quella che invece è una buona interpretazione del compositore austriaco.

Molto particolare, ance se non premiata da una gran presenza di pubblico, l’esibizione dei Blastula, band che si potrebbe definire “onomatopeica”: lo spettacolo proposto da Cristiano Calcagnile e Monica Demuru è tutto un mix di suoni vocali, drammaturgia e ritmo.

Dopo le danze amatoriali a suon di liscio, la Danza torna all’Auditorium con Nebulae, duo composto da Eleonora Di Vita e Mariangela Ghilarducci, che iniziano la loro performance sulle note di una versione in violoncello di “Smells Like Teen Spirit” disposte una sulla cima di una gabbia metallica, che le fa quasi da tutù, e l’altra all’interno della struttura di metallo. A seguire arriva Valentina Chiappini, pittrice e performer che per l’occasione si propone tra il pubblico circondata di palloncini mentre distribuisce un sacchetto con dentro un uovo, che ipotizziamo sia simbolo della rinascita per chi non ha più paura del buio.
[PAGEBREAK] Il buio è ormai calato sull’Auditorium quando gli Afterhours tornano sul palco per il secondo live della giornata, che a nostro parere vince anche la palma del migliore dell’edizione romana di “Hai Paura del Buio?”. A differenza del primo live, qui gli Afterhours propongono per lo più le canzoni che hanno fatto la storia del gruppo davanti a una folla in cui nessuno è seduto e il pogo nasce spontaneo su alcuni pezzi, come “Male Di Miele”. Il pubblico, forse un po’ irruento, viene anche sgridato da Manuel, perché “non si poga verso il palco”, ma fondamentalmente l’alchimia tra la band milanese e i suoi fan è forte, al punto che i presenti sono così impegnati a cantare che non si accorgono che su “Voglio Una Pelle Splendida” salta il mixer e il volume degli strumenti va giù di colpo per qualche secondo, il tempo che tutto torni alla normalità.
Questa volta gli Afterhours non sono soli sul palco, ma con loro c’è Vasco Brondi, fondatore delle Luci della Centrale Elettrica, che interrompe il repertorio degli After con “Cara Catastrofe” e la cover di “Summer On A Solitary Beach” di Battiato.

Non appena termina l’esibizione già inizia l’accalcata fila per vedere il Teatro degli Orrori in sala Petrassi, dove l’ingresso non sarà garantito a tutti essendoci una grande differenza di capienza con la Cavea.
Peccato perché all’esterno arrivano Nicolò Fabi, alla tastiera, che accompagna in note Lorenzo Amurri nella lettura di “Apnea”, il suo primo romanzo che parla delle difficoltà ad abituarsi alla vita su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale.

L’esibizione tocca corde profonde e tornare alla musica rock con l’animo non è semplice, ma perdere il Teatro degli Orrori è assolutamente vietato. Ad aprire l’esibizione dei co-headliner della serata, “Direzioni Diverse”, con ospite sul palco Marina Rei, che resta anche il pezzo successivo, “Il Turbamento”. Se già dall’inizio c’è un violino “intruso” sul palco del Teatro degli Orrori, per la chiusura del concerto e del festival arrivano gli Afterhours al completo, affidando i saluti a “Lezione Di Musica”. Un vero peccato che sia l’ultima canzone, visto che il veder lì quella magica decina, avrebbe fatto sperare in almeno una quindicina di minuti di goduria.

La serata è finita e arriva l’ora di tirare le somme: un’iniziativa sicuramente interessante negli intenti maturata da chi esperienza nei festival sicuramente ne ha, se si pensa al Tora Tora!, ma la nota dolente è la mancanza di quella che potremo definire “par condicio”. Non si capisce perché a Torino fosse gratuito e a Roma ci fosse un biglietto neanche così economico (20euro), senza dare a tutti, per giunta, la possibilità di scegliere di vedere il Teatro degli Orrori, vista la minore capienza della Petrassi dove si sono esibiti, né è chiaro come un artista possa aderire al manifesto, che per quanto nato successivamente al festival, è pur sempre un manifesto culturale e in quanto tale dovrebbe essere sottoscrivibile da chi si rispecchia in esso indipendentemente dalla partecipazione con uno show alle date di “Hai Paura Del Buio?”.

Il terzo ed ultimo appuntamento del festival è il 30 Ottobre, all’Alcatraz di Milano, per il Soleterre ReLoveUtion festival, il cui ricavato andrà interamente devoluto a Soleterre Onlus.

Afterhours Petrassi
Padania
Ci Sarà Una Bella Luce
Spreca Una Vita
Metamorfosi
Costruire Per Distruggere
La Sottile Linea Bianca
Bungee Jumping

Afterhours Cavea

Non È Per Sempre
Ballata Per La Mia Piccola Iena
1.9.9.6.
Voglio Una Pelle Splendida
Cara Catastrofe
Summer On A Solitary Beach
Male Di Miele
Ci Sono Molti Modi
Quello Che Non C’è

Teatro degli Orrori

Direzioni Diverse
Il Turbamento Della Gelosia
Maria Maddalena
Monica
Majakovskij
La Canzone Di Tom
Lezione Di Musica

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