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Il rasoio non è mai stato così affilato

Neanche le infinite e tristi code sulle tangenziali che circondano la periferia milanese ci possono tener lontano dalla penultima data del tour dei Sick Tamburo.
I tempi in cui Gian Maria suonava e sperimentava musica con Davide Toffolo sono lontani, e anche se gli echi dei Prozac + rimbalzano ancora tra i canali telematici, ora il momento è maturo per questa avventura in passamontagna; Mr. Man e Boom Girl reclamano e ottengono di diritto tutta l’attenzione possibile su di loro.

La location di stasera ci permette di sentirli finalmente in un luogo al chiuso dove la loro energia non può oltrepassare le barriere e scappare.
Arrivati a Palazzo Granaio già si capisce che la serata sarà particolare e l’edificio, a una prima occhiata, colpisce per la sua eclettica struttura.
La band di apertura sta già suonando, sul palco troviamo cinque ragazzi che si fanno chiamare Reborn In March: sentirli mentre aspetti i Sick è un piacevole passatempo.
Il locale, abbastanza piccolo, crea quella giusta atmosfera intima e raccolta. Il palco viene ora occupato da gente in passamontagna e cravatta – niente paura – è solo lo show dei Sick Tamburo che sta per iniziare.

Con un solo album all’attivo la band non può presentare una tracklist variegata, ma non per questo carente di pezzi forti, come “Prima Che Muoia Ancora”, “Dimentica” e “Parlami Per Sempre”.
Il pubblico, un po’ anemico, viene scosso dalle parole di Gian Maria che, nonostante febbre e tachipirina, annuncia che è il momento di far sul serio, e questo punto di svolta libera sia la band che i fan.
“Il Mio Cane Con Tre Zampe” e “Tocca 24-7″ sono l’inizio del pogo e del divertimento, ora tutto fila liscio come deve filare un live tagliente come quello dei Sick Tamburo, che chiudono con alcuni bis riprendendo alcuni brani già suonati.

Appena fuori dal locale la prima parola che ci viene in mente è “geniali”. Questa definizione per noi racchiude tutto ciò che lo spirito musicale porta in persone come Elisabetta e Gian Maria.
Salutiamo amici e imbocchiamo le tangenziali ormai deserte, mentre ci lecchiamo le ferite che un live come quello di stasera può produrre.

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