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Il ritorno dell’uomo nero

Sono passati cinque mesi dall’ultima volta che li abbiamo visti esibirsi a Roma e oggi sono tornati con due date: una alla Locanda Atlantide e una alla sala Vittorio Arrigoni, entrambe a San Lorenzo. La formula è sempre la stessa: musica e teatro. La band pugliese stupisce il pubblico spettacolarizzando le canzoni, ricche di influenze orientaleggianti e ritmate in puro stile U’Papun.

Il cantante, un vero animale da palcoscenico, intrattiene gli ignari spettatori con una mimica e una presenza scenica decisamente apprezzabile per un gruppo emergente. La naturalezza con cui riesce a interpretare le canzoni è quasi spiazzante. Il risultato? Uno show che sveglia le menti di chi, vista l’ora, immaginava di tornarsene tranquillo a casa sotto le lenzuola. Ma ecco invece che l’ipnotica “Inutile Alchimia” irrompe nella sala Arrigoni, seguita da un tributo a Giorgio Gaber, “La Pistola”.

Il clima si fa più serio con “Vivere Come Un’Attrazione”, dai toni malinconici tipici di un “personaggio di un romanzo immaginario e surreale”. Ed ecco che il cantante si veste di una pelliccia bianca per “Maledettissimi Soldi”, critica verso una società che pone il denaro davanti a tutto e tutti. Ed ecco che all’improvviso appare lui, la coté teatrale del gruppo, Francesco Tatone, che si mette a ballare su una coreografia seguita anche da Alfredo Colella, la voce dei U’Papun.

“L’Appapparenza”, nata dalla collaborazione con Caparezza, introduce “Fiori Innocenti”, che da il titolo all’album. L’intro è ingannevole: esplode dopo pochi secondi ridando al pubblico la voglia di ballare. Pubblico che rimane colpito da “Biancaneve (Donna Emancipata)”, se non altro per l’originalissima interpretazione della band: costumi e scenette esilaranti per presentare una versione della favola dei Grimm fuori dagli schemi. Per finire “Giulietta”, che dona una sfumatura osé allo spettacolo, che comunque non rischiava di essere monotono.

Peccato che i gestori dell’ex-cinema Palazzo li blocchino sull’ultimo brano per esigenze di tempo – perché un concerto dei U’Papun è sempre un’esperienza piacevole e surreale e non si può non sperare che invadano presto i palchi di tutto il Paese.

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