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Il rock non è morto

Nuovo album, altro giro, ancora rock. I Black Rebel Motorcycle Club saltano in groppa ai loro roboanti motori per sfornare l’ennesimo successo live. I Magazzini Generali di Milano sono colmi di braccia alzate, urla e sudore. “War Machine” è l’apertura del concerto e spettina la folla già calda. L’atmosfera è cupa e ipnotica, il palco è denso di nebbia, allusioni, ombre: “Red Eyes and Tears” ne è il dichiarato manifesto. Sembra il set di uno dei racconti di Edgar Allan Poe: pare che il macabro autore inglese abbia ispirato alcuni dei brani del loro ultimo lavoro “Beat The Devil’s Tatoo”. “Ain’t No Easy Way Out”, “Berlin”, “Weapon Of Choice” e “Whatever Happened To My Rock’nRoll” rotolano giù dalle loro chitarre sudate e precipitano sul pubblico gettando adrenalina e trasgressione.

I suoni sono un mix di rock, punk, noise con strappi di blues urbano post-industriale dal sapore decisamente border-line. C’è potenza, in un gioco quasi perverso di accelerazione e attesa latente. La nuova batterista Leah Shapiro, subentrata al posto dell’istrionico Nick Jago, pesta come un globetrotter e non perde un colpo. L’avvenente Peter Hayes e il criptico Robert Levon Benn sono un duo che non conosce tregua. Eccezion fatta per “Annabel Lee”, dove Robert suona le tastiere, e “Mercy”, versione acustica presentata da Peter.

Energia e qualità del loro nuovo lavoro discografico sono stati ottimi passepartout per un concerto che ha mandato a casa tutti soddisfatti. “6 Barrel”, “Spread Your Love”, “Stop” e “Shadow’s Keeper” hanno chiuso il cerchio dopo un’ora e mezza di concerto.

No, il rock non è morto.

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