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Il Sessantotto, la solidarietà a Boffo e la volontà di entrare – con il suo film – a CasaPound

“Il Grande Sogno” è un film autobiografico e affronta quello che avvenne in Italia nel ’68, periodo definito da Michele Placido “fertile di fermenti e coraggio”. Protagonisti sono Laura (Jasmine Trinca) e Nicola (Riccardo Scamarcio) poliziotto che si innamora di lei. La ragazza però rimane divisa tra il sentimento nei confronti di Nicola e di quello che prova per un intellettuale, Libero (Luca Argentero). La storia sfiora l’autobiografia di Placido, “perché in quegli anni io facevo il poliziotto e sognavo di diventare un attore. Posso davvero dire che, grazie al Sessantotto e a quei ragazzi armati di ideali, trovai la forza di realizzare le mie aspirazioni”.

Dopo la burrascosa conferenza stampa lo abbiamo incontrato, più calmo e rilassato nel prestigiosissimo spazio Lancia.

Tutti i sogni del sessantotto secondo lei sono andati perduti o qualcosa è rimasto?
Nel ’68 i ragazzi si sono esposti molto fino a raggiungere i propri sogni in una sinistra che nel percorso degli anni hanno abbandonato. Io sono orgoglioso di aver fatto il ’68, ho fatto una carriera legata a quegli anni.

Durante la conferenza stampa ufficiale ha dichiarato di voler dedicare il suo film a Dino Boffo, ci può spiegare perché?
Voglio dedicare idealmente il mio film a Dino Boffo, perché è un uomo che incarna lo spirito del ’68. E anzi vorrei fare un monologo su di lui e se qualcuno mi proporrà un testo adatto lo farò. Sono ancora uno che si appassiona alle vicende di ingiustizia, come la sua.

Nel 2004 ha portato qui alla Mostra di Venezia un film che non è stato molto apprezzato. Non ha avuto paura che sarebbe potuto succedere anche questa volta?
Ammetto che avevo paura di portare qui il mio film. Vengo dal massacro subito nel 2004 per Ovunque sei e infatti Romanzo Criminale l’ho portato a Berlino. Ero terrorizzato ma sono contento che il film sia stato guardato con rispetto. Poi può piacere o no, è normale.

C’è qualcosa che avrebbe voluto raccontare in questo film ma che non ha potuto fare oppure si sente di aver detto tutto quello che voleva?
Ci possono essere omissioni ma non sono volute. Forse qualcuno potrà obiettare che si poteva fare un film più profondo dal punto di vista ideologico. Ma quello che mi auguro soprattutto è che il film sia visto dai giovani, forse anche nelle scuole ma pure nei circoli CasaPound dove vorrei essere il primo regista di sinistra che si va a confrontare con i giovani di estrema destra, che, devo ammettere con un certo dispiacere, in questo momento sono molto più attivi di quelli di sinistra.

Ha mai pensato di far parte del mondo politico e se sì chi vorrebbe affiancare?
Sono corteggiato dalla sinistra ma sono più tentato di lavorare con Pierferdinando Casini alla costruzione di una forte alternativa di centrosinistra democristiana che vada contro l’attuale governo. Credo in un grande partito popolare di centrosinistra che recuperi i cattolici per contrastare Berlusconi.

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