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Il sesso e il romanticismo secondo Cinquanta Sfumature di Grigio

In questi giorni non si fa che parlare di “Cinquanta Sfumature di Grigio“: un film attesissimo, che in molti presto andranno a vedere nonostante le terribili recensioni che già lo accompagnano (qui la nostra).

Quindi parliamo di sesso, dato che è questo il discrimine, il potente catalizzatore che spingerà tanti frequentatori occasionali a tornare al cinema dopo lungo tempo.

Quanto e quale sesso si vede nel film della regista Sam Taylor-Johnson tratto dal romanzo di E. L. James? “Cinquanta Sfumature di Grigio” non è certo la prima pellicola che omaggia l’erotismo, ma ha fatto molto parlare di sé perché il protagonista, Christian Grey, è un patito delle pratiche sadomaso. Questa premessa, succulenta per un certo tipo di pubblico, falsa però la percezione di un film che non si scosta mai davvero dal genere romantico, come l’uscita a ridosso di San Valentino suggerisce.

“Cinquanta Sfumature di Grigio” non smette mai di essere un film sentimentale del genere più irrealistico e stucchevole, quello con il bel tenebroso dal passato tormentato che incontra la fanciulla che, con il potere della sua purezza e del suo amore, lo sblocca, riportandolo sul binario della convenzionalità romantica.

Presentato in questi giorni alla Berlinale, il film è stato erroneamente incluso nella supposta ondata di girl power che sta attraversando il cinema mondiale. Un trend però ancora tutto da testare e il fatto che vi sia inclusa la protagonista di “Cinquanta Sfumature”, Anastasia, la dice lunga su cosa si intenda per personaggio femminile “forte”.

Vergine e romantica studentessa di lettere, Anastasia Steele è in tutto e per tutto oggetto del film su cui si consuma la passione del protagonista maschile attivo, che vuole dominarla. Non è il ruolo di sottomessa a rendere Anastasia un personaggio risibile, né la sua nudità ampiamente esplorata a fronte di qualche fugace apparizione del fondoschiena di Jamie Dornan, il cui Mr. Grey sembra inspiegabilmente refrattario a togliersi i pantaloni se non lo stretto necessario.

Il vero cambiamento tra le vecchia e nuova era dei racconti romantici, dai classici letterari alle brutte fanfiction adattate in bestseller, è che il centro narrativo non è più femminile, ma maschile. Sono le 50 sfumature di lui a dominare la narrazione, mentre la sua lei ha degli attributi il più possibile neutri (mediamente bella, mediamente intelligente, mediamente benestante, mediamente acculturata, mediamente esistente insomma), per non rubargli la scena.

E in tutto questo come si inseriscono le bollenti scene di passione tra Christian e Anastasia? In maniera piuttosto forzata e meccanica, in effetti. Le scene di sesso di cui si è tanto parlato sono esplicite nella misura in cui può esserlo un film in cui non si vede nemmeno un pene, in cui i corpi non sudano e i capelli rimangono sempre in ordine, in cui le scudisciate e le sculacciate non lasciano aloni rossastri sulla pelle e ogni intercorso non sembra figlio dell’urgenza della passione ma della necessità di incastrare quell’arto con questo in maniera esplicita ma senza la minima traccia di abbandono e spontaneità.

Alle soglie del 2015 Hollywood sembra pensare che le donne vogliano un uomo bello, interessante, tenebroso, economicamente benestante e mosso da una vagina subconscia, ma sognino anche che questo adone danaroso sappia scoparle per bene. Se però questo è il risultato, forse tra le lenzuola è il caso di ripassare qualcosina.

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