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Il settimo re di Napoli

Anche Napoli ha i suoi Sette Re, e uno – indiscutibile – è Pino Daniele. A conferma di ciò ecco il pubblico di Minturno, in questa calda serata della prima domenica di agosto. È il calore napoletano trasferitosi nella residenza estiva, è l’eccentricità partenopea vestita da tifoseria calcistica. Stavolta però non si loda Maradona, ma Pino Daniele. È solo un altro re: pur sempre un loro sovrano.

L’Anfiteatro Romano è stracolmo, lo spazio pare quasi non contenere la voglia di blues che stasera è giunta numerosissima. Gli spalti sono bollenti, e non solo per il sole che nelle ore precedenti ha soggiornato qui. Pino Daniele entra in scena con “Quando”, e l’incendio non può che divampare.
In ogni concerto mi piace ricordare tutta la mia carriera“, dice Pino. E quello di stasera è un vero e proprio excursus nel mondo del suo blues, delle sue note, della sua chitarra e dei suoi eccellenti musicisti.

Se il pubblico abbraccia ognuna delle note del cantautore, seguendolo a squarciagola in ogni successo passato e recente, la stretta più forte è quella tra la chitarra di Daniele, il basso di Matt Garrison e la batteria di Michael Baker. Un incontro perfetto tra eccellenti musicisti che ricorda al pubblico pagante – diviso equamente in tre generazioni – le sonorità tanto care al blues, quello vero. Lo stesso blues che in questo tour toccherà terre lontane, registrando sold out anche a New York e a Toronto.

“Io Vivo Fra Le Nuvole” è il nuovo brano che il Pino nazionale presenta come un’evasione, “perché a volte ho bisogno di fuggire – spiega – specie quando i tempi sono tempi strani come questi”. Ogni parola è un applauso, come un vero monarca. Eppure di spettacolarità ce n’è poca sul piccolo palco dell’arena romana. Anche l’audio sembra non dare il massimo, specie quando il rumore della valvola di sfogo del fumo di scena ha la meglio sulla voce del cantante.

Piccoli errori di un’organizzazione non perfetta nella terra che fu del popolo aurunco, che non riescono tuttavia a togliere meriti alla serata. Specie se due ore di concerto hanno regalato un’intera carriera di successi, riarrangiati secondo le regole di questo “Electric Jam Tour”.

E a voi… v’piac ‘o blues?

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