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Il sudore

Everyone’s in line to meet with the man who blatantly inspired his generation è un verso particolarmente felice di “Country Road” di Adam Green.
Chi scrive ha sempre desiderato, almeno quanto desiderasse riferirsi a se stessa con l’espressione «chi scrive», di riferirsi al cantautore di New York con la frase di quella sua canzone. In verità Adam Green non ha ispirato una generazione. Non ha avuto né il tempo, né il pubblico sufficiente per farlo. Al massimo, ha ispirato almeno tre o quattro persone alla volta. Ora spieghiamo perché.

Ma prima!
Apre la serata del 28 febbraio al Circolo Magnolia The Lonely Rat con un live acustico (e, occasionalmente, la comparsa del kazoo).
Ammirevoli l’inglese e la varietà dei testi, uno dei quali è descritto prosaicamente come «andare in camporella». What’s the English for camporella? Griziotti ha degli acuti che non sempre convincono, ma quando mostra più scopertamente la sua provenienza dal punk-rock ruvido si va sul terreno sicuro. Nel set figurano persino una cover dei NOFX (ottima) e una di Graham Coxon (no).

Segue il trio dei Jukebox The Ghost da Philadelphia, che fa quell’indie rock obliquo con le ballatone di matrice intimamente beatlesiana, che ai cultori del genere non può non ricordare i Fruit Bats. Due dei Jukebox si alternano alla voce principale, con Ben Thornewill ad avere sempre la meglio. Cover conclusiva, sopra le righe eppure dignitosissima, dei New Order, su cui viene chiamato il membro della band di Adam Green dal nome più colorito, ovvero Dr. Fuck.

Chi dal concerto si aspetta qualcosa di simile allo stereotipo del disco-tipo di Adam Green, ovvero testi tra il geniale, il nonsenso e la fase anale, o canzoni da due minuti brillanti nella loro cantabilità, si prepari a rimanere spiazzato.
Adam Green sarà un tipo con una raffinata sensibilità melodica, ma non bisogna scordarsi che è anche uno a cui piacerebbe fare il tutto esaurito nei locali sozzi a Las Vegas esibendosi come il sosia di qualcun altro.

Durante il live, non risparmia nulla: osserva la barra che segna il limite di «ciò che è consigliato fare in queste occasioni», la scavalca, e poi se la lancia dietro le spalle fischiettando.
Sul palco, complice l’enorme CHISSÀ COSA immesso nel corso delle ore precedenti, Green si trasforma in una specie di scherzo della natura esposto in un circo, ed è proprio grazie a questo che diventa invincibile: pressoché nessuna critica può scalfirlo, perché lui è consapevole del fatto che potrebbe rendersi ridicolo, e questo lo diverte un sacco.

Perciò balla, si attorciglia il filo del microfono addosso, si rivolge agli astanti come «paesanos», si bea di avere il retro di 480 cellulari puntato addosso, si getta tra il pubblico un numero imprecisato di volte, sta in piedi sulla folla, suda sulla folla, si fa graffiare la pancia dalla folla; c’è persino chi sale sul palco e gli dà un bacio. Piace a tutti, non è difficile immaginare perché.

Ma veniamo alla musica: la band, fedele e affiatatissima, accompagna Green e, solo quando necessario (o quando il cantante sta nuotando sopra agli spettatori), prende il suo posto; si snobba la promozione del nuovo album almeno fino alla seconda parte del concerto, ci si diverte incessantemente a cambiare di tempo, a trasformare alcuni pezzi in materiale praticamente hard rock.
Non c’è una vera pausa fino al bis: i brani finiscono cominciando in altri brani e, in tutto questo, la incredibile voce baritonale di Green non si stanca un solo istante.
Non mancano nemmeno i momenti toccanti e, sorprendentemente, alcuni sono quelli in cui rimane da solo con la chitarra: “Give Them A Token” e “Boss Inside” sono semplici, delicate, addirittura profonde.

Ma al di là di questo, provateci voi, provateci, a gestire un’energia simile. Vi graffieranno la pancia a furia di lodi.

Cigarette Burns Forever
Gemstones
Broadcast Beach
Drugs
Prince’s Bed
Emily
Pay The Toll
Hey Dude
What Makes Him Act So Bad
Nat King Cole
Give Them A Token
Buddy Bradley
Goblin
Bluebirds
Stadium Soul
Exp. 1
Dance With Me
Morning After Midnight
Jessica
Boss Inside
Tropical Island
Choke On A Cock
Friends Of Mine
Baby’s Gonna Die Tonight

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