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Intervista a Il Teatro degli Orrori: sipario aperto sulla crisi

E’ uscito il 2 ottobre 2015 il quarto album di una delle più influenti band della musica indipendente italiana: Il Teatro Degli Orrori. E’ un album forte nelle sonorità e nei contenuti, sulla crisi della società e tra i più furiosi della band.
Abbiamo parlato un po’ al telefono con Giulio Ragno Favero, bassista e molto altro ancora del Teatro, per capire un po’ cosa va e cosa non va in questa dannata società.

 

Ciao Giulio qui LoudVision, come è iniziato questo nuovo tour del Teatro Degli Orrori ?          

Molto bene. Siamo contenti sia della quantità che del modo in cui il pubblico assiste al concerto, abbiamo notato molti meno telefonini tra le mani !

Questa cosa del telefono sempre alzato ai concerti è un po’ inquietante

Si ! Noi invitiamo sempre il nostro pubblico a godere del momento, ma soprattutto di ciò che non si conosce, la novità è importantissima.

Dal vostro esordio con “Dell’Impero Delle Tenebre” sono ormai passati 8 anni e i telefonini non andavano come ora ! Quant’è cambiato il vostro pubblico nel corso degli anni ?

Con “A Sangue Freddo” e “Il Mondo Nuovo” l’età si era abbassata sicuramente.Mentre queste prime date del nuovo tour mi hanno dato l’impressione che si sia alzata nuovamente.

E può significare qualcosa ?                                                                                                             

Eh che siamo vecchi ! [ride, ndr]Probabilmente la comprensione dei brani richiede un certo tipo di esperienza e meno leggerezza.Magari non è poi così vero che siamo una band per ragazzini come molti hanno detto anche seè bello fare colpo sulla gioventù, sul futuro.

Effettivamente quest’ultimo lavoro è molto forte, molto diretto e impegnato

Noi non ci siamo mai nascosti, ma questo quarto album è sicuramente più diretto dei precedenti. E’meno libresco, come dice Pierpaolo; ci piace puntare il dito, toccare e affrontare temi diversi: la memoria, la violenza della polizia,il lavoro.

E Il tema principale che ritorna sempre è quello della crisi che dalla società permea nelle nostre vite

Esatto, “crisi” è proprio il termine giusto perché non sempre porta ad un esito negativo; piuttosto implica un momento di riflessione

Questa crisi sta colpendo anche il mondo della musica secondo te?

Credo che la musica, come mezzo di comunicazione, sia in una fase preistorica. In neanche 100 anni siamo passati dall’impossibilità di sentire qualcosa che non fosse suonato al suo opposto: c’è molta più musica riprodotta che suonata. Inoltre, questa apertura al digitale ha fatto della produzione e della promozione la centralità di un gruppo. Noi come Teatro forse sbagliamo, siamo poco presenti sui social ad esempio. Crediamo che la centralità sia il live, la musica dal vivo. La nostra forma migliore di esistenza è proprio il palcoscenico. E’ il nostro teatro.

Sfogliando il booklet del disco ho notato che l’unico brano di cui non è stato riportato il testo è “Una Donna”, in cui parlate di una giovane in fuga dal proprio paese per via della guerra. Qual è il motivo ? Sembra che Capovilla racconti la foto nella canzone…

Esattamente, il testo della canzone è la fotografia che stai guardando. Se ascolti il brano e guardi la fotografia ti rendi conto che la descrizione di Pierpaolo collima con l’immagine e suscita una riflessione, una suggestione.La musica diviene colonna sonora dell’immagine e questa diviene colonna visiva del brano. Non so quante persone si fermino a guardarla, ma è un invito che vi faccio.

Ne “Il Lungo Sonno” scrivete una lettera aperta al Partito Democratico. A chi vi state rivolgendo in particolare ?

Al partito e a tutti coloro che lo difendono sempre e comunque. Credo che le sue politiche non siano vicine al popolo o al lavoro e quando prova ad essere di sinistra risulta demagogico o populista come lo fu Berlusconi. Renzi mi ricorda molto Maria Antonietta con gli 80euro che diventano brioche.
Dovrebbe essere il partito erede del Partito Comunista, ma prova ad affiancare la caratura morale e politica di Berlinguer a quella di Renzi… crei un paradosso. Noi ce l’abbiamo con la sinistra perché non c’è più, manca a noi e al paese. A fare opposizione al P.D. ci dovrebbe essere un partito di sinistra…

E cosa può fare un musicista per smuovere questa situazione ?

Noi nel nostro piccolo ne parliamo e con le nostre canzoni invitiamo alla riflessione

Il Teatro Degli Orrori prende gli aspetti “orridi” di questa società e li trasforma in musica. Se ti chiedessi di scrivere una canzone su qualcosa che invece va “alla grande”, di cui parleresti positivamente? Su cosa o chi la scriveresti ?

Oddio, ci devo pensare. Mi viene in mente Samantha Cristoforetti. E’ la dimostrazione fisica che ancora oggi, da questo paese, sappiamo creare delle eccellenze di una potenza rara.Ti potevo rispondere “il cibo” ma chi se ne frega di tutto quello già che ci stiamo “mangiando”. Lei ha studiato il futuro della nostra specie, ma soprattutto ha portato la donna italiana nello spazio e nel nostro paese, ahimè, quello che proprio va “alla grande” è la discriminazione delle donne nel mondo del lavoro. Lei è un bel riscatto e mi piacerebbe tantissimo conoscerla, è illuminante. Più Cristoforetti per tutti !

C’è un aneddoto che ti andrebbe di raccontare sulle registrazioni di questo nuovo album ?

Non è successo molto, ma una cosa te la voglio dire.Quando abbiamo deciso di iniziare a scrivere con i due nuovi componenti, KoleLaca e Marcello Batelli, siamo andati a Cuneo a provare. In soli tre giorni abbiamo composto due brani che nel disco sono rimasti esattamente come li abbiamo pensati in quelle poche ore. Parlo di “Benzodiapezina” e “Una Donna”.Non ci capitava dal periodo di “Dell’impero Delle Tenebre” di avere una coesione creativa così totale. Questo disco non l’abbiamo scritto noi, si è scritto da solo. Con i due nuovi membri è stato davvero un nuovo inizio per la band

Per questo motivo il titolo dell’album è proprio:“Il Teatro Degli Orrori” ?

Diciamo di si !Non ci siamo mai sentiti Teatro Degli Orrori come oggi

Buone notizie per i fan quindi !

Be’, ma potrebbe essere anche l’ultimo…ovviamente scherzo !

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