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Il Vilipendio non risparmia nessuno

Dopo aver fatto discutere tutti i giornali con l’invettiva di Piazza Navona, Sabina Guzzanti ritrova il suo pubblico con il Vilipendio tour, spettacolo teatrale che rimane l’unica espressione possibile per la più nota epurata televisiva degli ultimi anni. La dimensione privata dell’esibizione, non solo concede la parola all’attrice (!) romana, ma anche una libertà di stile e contenuti che non potrebbe avere pari in qualsiasi show televisivo.

La presentazione è lasciata al filmato dell’unico travestimento – seguito da molte imitazioni in borghese – della serata, ovviamente dedicato all’ottavo nano, il quale invita sul suo letto dorato tutte le signore astanti, finendo per mostrare un gigantesco fallo: come si diceva poco fa, meglio mettere a letto i bambini, perché la Guzzanti non ha intenzione di risparmiarsi nulla. La denuncia, l’aggressione e la condanna colpiscono tutti, con un linguaggio e una profondità che si addolciscono leggermente col passare dai temi consueti, che ruotano attorno alla destra oggi al potere, alla lunga tempesta su tutti i colori dell’arcobaleno di sinistra, dal quale l’unico Di Pietro esce indenne.

Ai giudizi su dati e storie trascurati o manipolati dai media, la showgirl (!) alterna numerosi intervalli musicali, sui quali parla, canta o si lancia in agguerriti rap. Ad accompagnarla immagini decisamente esplicite e spesso d’effetto, con montaggi, disegni o metafore fondamentali per chi, da lontano, non può associare le espressioni di un volto arrabbiato alle dure parole dei testi.
Sabina Guzzanti, in effetti, è proprio incazzata nera. Non c’è bisogno di leggerglielo negli occhi, perché lei stessa lo ammette, passando parte dello spettacolo a difendersi dalle accuse (e querele) ricevute nel post-Piazza Navona. Fin troppo a lungo, bisogna ammettere. Per il suo pubblico non sono certo necessarie tutte queste arringhe difensive, ma d’altro canto si tratta dell’unico contesto in cui la soubrette (!) può esprimersi e in cui, quindi, non riesce a contenere tutto il livore per una situazione a suo dire inaccettabile.

In effetti, molte delle cose che la Guzzanti racconta le conosciamo bene. Lei ci invita a reagire, a conquistarci una libertà di questi tempi messa in serio pericolo nel nostro paese. Non è facile condividere a pieno la sua rabbia, ma soprattutto esprimerla in modo altrettanto esplicito, perciò a tratti la sua cupa visione ci fa rimpiangere un po’ delle risate ora dispensate col contagocce. Il talento resta intatto e la gestione della voce è sempre sublime; dopo averla stretta all’angolo, oggi dobbiamo assistere alla sua disperata e feroce reazione.

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