Home > Rubriche > Music Industry > In partnership con Dell

In partnership con Dell

Ormai da anni il flusso di incassi musicali si è in parte spostato dalle case discografiche a interlocutori di diverso tipo, in particolare appartenenti al mondo delle telecomunicazioni e delle nuove tecnologie più in generale, basti pensare al costo delle connessioni o ai supporti che permettono la diffusione e il consumo della musica digitale, dai cd alle schede di memoria, dai cellulari ai lettori mp3.

Se, dunque, da un lato le etichette in difficoltà possono trovare ossigeno dai grandi investitori pubblicitari in grando di investire sulla musica sponsorizzata, dall’altro è inevitabile che si stringa anche il connubio con i produttori di hardware hi-tech. Sempre nell’ipotesi che non ci si rivolga, in osservanza alla dottrina Sarkozy e altre proposte analoghe, alle nostre connessioni casalinghe per risolvere i problemi riguardanti la moderna concezione di copyright.

Il più importante passo verso il matrimonio tra musica e hardware è senz’altro il progetto Nokia Comes With Music, seguito a ruota dalla slotMusic di SanDisk, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa. Notizia fresca, invece, è la partnership di Universal Music con Dell, produttore americano di hardware informatico. L’idea è quella di vendere portatili con preinstallata una cartella Music contenente delle playlist tematiche di mp3.

Sicuramente non si tratta del salvagente per i bilanci delle quattro sorelle, non sembra infatti un’idea in grado di produrre un fatturato decisivo, visto che si tratta di 25$ per 50 canzoni oppure 50$ per 100 (sempre senza DRM), associati alla vendita di un notebook, ma sicuramente mostra buona iniziativa e attenzione verso le dinamiche del mercato in prospettiva futura.

A qualcuno potrà sembrare strano, o perfino triste, che la musica non debba più attingere direttamente alle tasche dei propri fruitori per finanziarsi, ma la via è inevitabilmente questa. Si tratta soltanto di individuare i canali più appropriati per ridistribuire i guadagni agli artisti: che siano i dispositivi mobili, la pubblicità o perfino le royalties di tutti quei ristoranti, locali e negozi che, della musica che intrattiene i propri clienti, fanno una componente essenziale del proprio business.

Scroll To Top