Home > Rubriche > Ritratti > In ricordo di Anton Yelchin

In ricordo di Anton Yelchin

Anton Yelchin, 27 anni, giovane attore di grande talento, è morto domenica 19 giugno, di una morte assurda: sceso dalla macchina parcheggiata sul viale di casa col motore ancora in funzione, è stato schiacciato dalla stessa, che si è mossa giù per la pendenza fino ad intrappolarlo contro la colonnetta in mattoni della buca della posta.  Come se ciò non fosse già abbastanza assurdo, adesso imperversa la notizia secondo cui migliaia di veicoli dello stesso modello posseduto dall’attore, una  Jeep Grand Cherokee, nei mesi scorsi sono stati oggetti di controlli e riparazioni da parte della Chrysler proprio perché presentavano un difetto di fabbrica nel sistema elettronico definito “rollaway” (sostanzialmente, quello che ha portato al decesso dell’attore).

Nel nostro paese non godeva forse della stessa notorietà di altri nomi famosi che ci hanno lasciato troppo presto, come Heath Ledger o Paul Walker, ma se date un’occhiata in giro per il web noterete che oltre al doveroso cordoglio per una vita spezzatasi così presto, oltre allo sconcerto per le circostanze della morte, il sentimento espresso in tutti i necrologi o i ricordi di amici, colleghi e ammiratori è il senso di perdita.

In quanto spettatori, molto spesso ci affezioniamo ad alcuni personaggi e agli artisti che danno loro vita, e venire a sapere che se ne sono andati ci rattrista, perché con loro se ne va qualcosa di noi, perché sappiamo che da quel momento in poi ci rimarrà “solo” quello che hanno già reso immortale, ma qualsiasi altra meraviglia avessero in serbo per noi ci è negata. Nel caso di Yelchin questo sentimento è particolarmente forte, perché nella sua eclettica carriera vantava già un grande numero di lavori, e nonostante avesse fatto ingresso nello show business da piccolo, abbiamo l’impressione che il meglio doveva ancora venire.

tumblr_o91ij3TI401skl30xo1_500

È infatti riduttivo parlare solo del suo adorabile Pavel Chekov della nuova saga di Star Trek: Yelchin era anche un grande fan del genere horror e proprio tra i suoi ruoli più recenti c’è quello molto acclamato in “Green Room” di Jeremy Saulnier, mentre anni fa aveva recitato al fianco di Colin Farrell in “Fright NIght”; merita una menzione anche “Burying The Ex”, una cosetta dimenticabile in cui però la performance di Yelchin vale bene il tempo speso a guardarlo. Per due volte è stato il romantic interest di Jennifer Lawrence: in “The Beaver”, dove interpretava il figlio di Mel Gibson, e nell’applaudito “Like Crazy”, la bellissima storia d’amore che spopolò al Sundance Film Festival nel 2011, anno in cui la sua carriera è stata lanciata davvero, insieme a quella della coprotagonista Felicity Jones. Infine, potreste averlo notato anche in “Solo Gli Amanti Sopravvivono”, struggente ritratto dei malinconici vampiri di Jim Jarmusch (Tom Hiddleston e Tlda Swinton).

fright-night-2011

Ma cos’era che lo rendeva così apprezzato? Nella lunga lista di articoli che stanno emergendo in queste ore, alcuni hanno colpito la mia attenzione. Peter Bradshaw del The Guardian, infatti, ha saputo sintetizzare nel titolo del suo bel necrologio le caratteristiche essenziali che lo rendevano così attrattivo: “Anton Yelchin, attore dal fascino di cherubino che ispirava un grande affetto”. Ditemi in effetti come non voler bene al piccolo della famiglia dell’Enterprise, quel Chekov che con un comicissimo accento russo si affanna dalla plancia di comando alle sale motori per salvare la pelle dei nostri eroi? Tra l’altro Yelchin era davvero russo: nato a San Pietroburgo nel 1989, fu portato negli States dai genitori quando aveva solo sei mesi, ed ha iniziato a parlare russo anche prima dell’inglese, ma con gli anni l’accento d’origine è stato del tutto espunto dal suo parlare, tanto che non lo si poteva credere altro che losangelino.

 

tumblr_o918rzLRk91r2q2qqo1_500

Molto toccanti anche le parole dalla redazione di IndieWire, in particolare quelle di Eric Kohn, che nel descrivere la sua “presenza unica sullo schermo” ha scritto: “Il fascino sotteso ad ogni performance di Yelchin stava nel fatto che sembrava sempre esprimere qualcosa di profondo senza trovare tutte le parole. La tragedia della sua morte improvvisa è che non conosceremo mai la totalità di ciò che cercava di dire“.

636019594214405293-DVD-v2-Like-Crazy

 

È lunga la lista dei colleghi artisti che hanno voluto ricordare Anton Yelchin, dai suoi compagni di set di Star Trek come Zachary Quinto e J.J. Abrams, al collega Tom Hiddleston, l’amica Kat Dennings e molti altri.

 

 


Best pal. I got nothing.

Una foto pubblicata da Kat Dennings (@katdenningsss) in data:

 

Per qualche mese, però, possiamo ancora illuderci che quel tragico incidente non sia avvenuto: il 21 luglio uscirà “Star Trek: Beyond”, terzo capitolo della nuova saga inaugurata da J.J. Abrams, il fantascientifico “Rememory” con Peter Dinklage, il family drama ”We Don’t Belong Here” con Catherine Keener e il romantico “Porto” con Lucie Lucas.

normal_001

RIP, Anton. 


Scroll To Top