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In ricordo di Tullio Kezich: Una vita per il cinema

A poco più di un anno dalla scomparsa, occorsa il 17 agosto 2009, ci piace ricordare Tullio Kezich in un’occasione importante quale la Sessantasettesima Mostra Del Cinema, al cui rilancio ha contribuito sapendola ridipingere come una delle più importanti vetrine internazionali nell’immediato dopoguerra. Il suo era il mestiere della scrittura, che non si limitava solamente alla critica cinematografica, ma si articolava anche in sceneggiatura e drammaturgia teatrale. Tullio Kezich cominciò a tredici anni a scrivere recensioni, arrivando poi a collaborare con Radio Trieste, la sua città. Diventò firma di punta de La Repubblica prima, e del Corriere Della Sera poi, e le sue cifre stilistiche erano la grazia e la concisione, qualità che traspariva anche in un semplice trafiletto di giornale che riusciva a condensare molti concetti con estrema chiarezza, regalando al lettore la sensazione che la cosa stesse proprio nei termini impostati dallo stesso Maestro. Tullio, tra l’altro, scherniva spesso l’essere chiamato con questo appellativo. Ma, al di là di ogni considerazione sul peso intrinseco di una definizione del genere, Kezich è stato innanzitutto maestro di poliedricità. E maestro di amore per il cinema, un’arte che ha osservato e soprattutto vissuto da molte prospettive, attraverso un lavoro continuo di costruzione di percorsi. E non è stato un caso che, durante la sua permanenza in Rai – come prontamente sottolineato da Repubblica – la tv di stato abbia prodotto tanto “pellicole come San Michele aveva un gallo dei fratelli Taviani, ma anche una fiction ultrapopolare come Sandokan”. Tullio Kezich è stato grande amico di Fellini, tanto da curarne la biografia ufficiale; regalandoci, poco prima di lasciarci, un prezioso volume intitolato “Il Libro Dei Sogni”, che raccoglie i disegni inediti del regista, sui suoi sogni e le sue fantasie. Meno ricordata, ma altrettanto importante, è stata la sua amicizia con Ermanno Olmi, col quale collaborò alla sceneggiatura de “La leggenda Del Santo Bevitore”.

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