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    In Slumber

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L’ora del risveglio

Gli In Slumber sfornano un terzo album che ha tuttii crismi del genere death: batteria triggerata, growl potente alla Dark Tranquillity, riffs che pestano. Particolare attenzione meritano le parti di chitarra limpide e taglienti in stile primi Death: ne sono un esempio “Pinchbeck Identity” e Mechanic Strychnin Receiver”.
La tecnica di Rothbauer e soci non è indifferente, pur avendo ancora dei tratti acerbi che necessitano di perfezionamento. Notevoli comunque la splendida “Soulwrath Princess” e “Origin of Carnage”, che trascina con la forza di un treno.

Forse un pizzico di varietà vocale non avrebbe guastato alla band austriaca (cosa poteva essere “Razorblade Balance” con qualche preziosismo di voce…!), che ha sicuramente molto da scrivere nella storia del death metal.

Un ottimo album per svegliarsi la mattina, quando né le urla della mamma né la sveglia sono efficaci. Non si può restare indifferenti di fronte a un così forte impatto (d’immagini e di testi) convogliato da linee nitide e taglienti di chitarre arrabbiatissime. Probabilmente gli In Slumber mettono la stricnina nel caffè o salutano con il growl anche la nonna ottantenne… Sta di fatto che mancava un disco così sulla (ormai contaminata e, a volte, troppo melodica) scena death. Una pausa rigenerante in attesa del nuovo Dark Tranquillity e dei (compianti) In Flames.

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