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In the flesh

È con una buona dose di curiosità che raggiungiamo i Magazzini Generali per vedere all’opera Danile Gildenlow ed i suoi Pain Of Salvation. L’uscita di “Road Salt One” ha suscitato reazioni piuttosto contrastanti anche in seno alle frangie più oltranziste dei fan, ben venga dunque questo show che darà modo un po’ a tutti di corroborare il proprio giudizio constatando l’efficacia dei nuovi brani in sede live.

Non facciamo nemmeno in tempo a comprendere per quale insano motivo tutto il timing del concerto sia stato anticipato di un buon paio d’ore, costringendo i supporter Beardfish a salire sul palco praticamente all’ora della merenda, che pochi minuti dopo le 20:00 si spengono le luci e lo show dei POS prende vita sulle note di “Of Two Beginnings” e della sua naturale prosecuzione, quella “Ending Themes” che mina fin da subito le coronarie dei fan. Il viaggio a ritroso nel tempo non si ferma qui, perché con “People Passing By” si torna al millennio precedente e al disco d’esordio “Entropia”, da cui verranno attinte nel corso della serata anche “Winning A War” (preceduta ovviamente da “Welcome To Entropia”) e da una “Nightmist” imbastardita con inserti reggae ed improvvisazioni blues a cui viene affidato il secondo encore e la chiusura del concerto.

Gildenlow è un animale strano, si presenta sul palco con il volto incorniciato da una barba incolta ed i capelli raccolti stile Ciottolina dei Flinstones, sembra quasi abbia in testa un ananas. Pare pure un poco scazzato, ma resta il fatto che quando canta tutto il resto passa in secondo piano. Al suo fianco si dibattono i dreadlocks di Johan Hallgren e l’anonima presenza del bassista Per Schelander. Data la profondità del palco dei Magazzini, fatichiamo ad intravedere la figura del drummer Leo Margarit e del tastierista Fredrik Hermansson, diciamo che se del secondo abbiamo apprezzato i suoni, del secondo abbiamo apprezzato davvero poco.

Con “Linoleum” ci rendiamo finalmente conto che in teoria questo è un tour in supporto a “Road Salt One”, dal quale ascolteremo anche “No Way”, “Of Dust” e la title track. Con tutto il rispetto per chi quel disco lo ha apprezzato, abbiamo dovuto rileggerci la scaletta per ricordarci che le hanno eseguite.

Le due ore scarse di concerto offrono vette di eccellenza in corrispondenza della classicissima “Ashes”, della teatralità di “Kingdom Of Loss” e del pathos di una “The Perfect Element” introdotta da “Falling”, eseguita da Gildenlow dalla balconata che sovrasta il parterre dei Magazzini. Gli encore vedono i POS regalare a Milano una “Undertow” tecnicamente imperfetta (non la suonano da anni) ma emotivamente struggente, per un concerto che sicuramente non è stato il migliore che abbiamo visto proporre dalla band, ma che si è lasciato apprezzare soprattutto grazie ad una scaletta che ha impietosamente lasciato trasparire la disparità di livello tra il vecchio e il nuovo corso musicale dei Pain Of Salvation.

Of Two Beginnings
Ending Themes
People Passing By
Linoleum
Ashes
Diffidentia
Welcome To Entropia
Winning A War
No Way
Road Salt
Of Dust
Kingdom Of Loss
Falling
The Perfect Element
—————————-
Undertow
Nightmist

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