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    In The Woods…

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Jupiter and Beyond the Infinite

Finisce qui la breve carriera discografica della band di Kristiansand, con una collezione di EP e 7″ rilasciati in precedenza, ma praticamente introvabili, più alcuni pezzi nuovi o riarrangiati. L’album, nonostante contenga brani che svariano temporalmente dal ’96 al ’99, gode di un’atmosfera compatta e funziona alla perfezione come lavoro a sé stante. L’aria che si respira è molto soffice e rilassata, dalla cosmica solennità di “Seed Of Sound” e “Karmakosmik”, che richiamano alla mente l’immagine di copertina, alle stupende cover di King Crimson, Pink Floyd, Syd Barrett e Jefferson Airplane (a testimoniare le influenze musicali che hanno da sempre ispirato il gruppo). Il materiale è simile a quanto proposto su “Strange In Stereo”, ma più aperto, quasi rilassato. I pezzi mantengono una grande omogeneità, le cover sono riarrangiate con un tocco personale pur restando perfettamente riconoscibili ed in particolare Epitaph ne esce fuori in forma smagliante. Il disco è godibile sia da vecchi che da nuovi fan, non è una chicca per collezionisti e funziona da vero e proprio testamento musicale per il gruppo, che si sarebbe sciolto dopo un ultimo concerto di addio (riproposto poi in formato digitale dalla Karmakosmetix solo qualche anno dopo). Questo resta quindi l’ultimo studio album dei norvegesi, un saluto molto più che degno, ci mostra la direzione che probabilmente avrebbe preso il gruppo se solo i componenti non avessero deciso consensualmente di terminare la loro avventura. Sciolti allo zenith della propria produttività, l’epitaffio di un gruppo che non ha mai smesso di crescere grazie ad inventiva, estro ed un ammirevole coraggio di osare.

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