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In uscita il 22 gennaio 2010

Vincitore del Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’Argento, del Premio Marc’Aurelio d’Oro Al Miglior Film – BNL e del Premio “La Meglio Gioventù” all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma approderà in tutte le sale italiane il 20 gennaio prossimo il nuovo film di Giorgio Diritti, incentrato su una oscura pagina della Seconda Guerra Mondiale.
Il 29 settembre del 1944, le SS scatenarono una rappresaglia senza precedenti che proseguì nei giorni successivi, mettendo a ferro e fuoco il Monte Sole. Circa 770 persone, per lo più bambini, donne e anziani, furono massacrate: un eccidio immane rimasto nella storia come “la strage di Marzabotto”, dal nome del comune a cui appartiene la maggior parte del territorio.

Grande lavoro di studio e di ricerca in archivio, il film di Diritti però vuole essere soprattutto un racconto sulla guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei grandi eventi della storia che sembrano dimenticare le vite degli uomini. Un racconto cadenzato nei nove mesi d’attesa per la nascita di un bambino in un’umile famiglia di contadini: la loro speranza, filtrata dallo sguardo di innocente ingenuità, di stupore e di scoperta di Martina, la sorellina di 8 anni. Le vicende della guerra e della Resistenza si fondono man mano alla quotidianità in una faticosa convivenza che non intacca però il senso di speranza nel futuro e che pare avvicinarsi ad una svolta positiva con l’imminente liberazione degli alleati. Ma gli eventi avranno un corso diverso, come ci racconta crudelmente la storia.

«Gli eventi narrati vogliono essere testimonianza di grandissimo valore morale», dice il regista, «ci consegnano per immagini la sintesi del desiderio e del bisogno della solidarietà nelle convivenze umane, e ci restituiscono il senso delle cose “che contano”, ridanno valore ad una stretta di mano, ad uno sguardo, ad una preghiera, al cibo, all’amore, e tutto questo schiacciato, represso, ma anche “valorizzato” nella contrapposizione alla crudeltà delle SS. Ciò che hanno perpetrato i tedeschi è frutto indiscutibilmente di freddezza, raziocinio e di una precisa “educazione”. L’educazione è significativamente alla base dell’agire dell’uomo e nello sviluppo della società civile, portare quindi in un film i fatti di Marzabotto significa mantenere vive e vigili le coscienze degli uomini e anche educare le presenti e le future generazioni affinché un domani un’altra ideologia non trasformi il senso della vita annientando le coscienze».

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