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Incontro con Elisa: “I miei vent’anni di carriera e la festa all’Arena di Verona”

Ieri, 2 febbraio 2017, presso l’Area Pergolesi a Milano si è svolta la conferenza stampa per celebrare i vent’anni di carriera sul palco di una delle voci femminili più famose della musica italiana – Elisa. Oltre al menzionato ventennio della carriera, la conferenza ha avuto come scopo la presentazione dei progetti dell’artista tra quali i tre concerti a tema all’Arena di Verona.
La conferenza ha avuto inizio con una breve introduzione di Ferdinando Salzano che racconta i suoi 15 anni di collaborazione con Elisa ed annuncia i tre show della cantante all’Arena di Verona (12, 13 e 15 settembre 2017) – una grande sfida e sperimentazione. Per agevolare il pubblico saranno disponibili gli abbonamenti al costo di €80 che daranno l’accesso a tutti e tre i concerti.

Tra i partner di questo progetto anche Trenitalia e la cooperativa alberghiera veronese. Elisa sarà anche la protagonista di una nuova produzione di FoxLife, una serie dei documentari sui grandi della musica italiana che andrà in onda la prossima primavera.
Dopo l’introduzione, Salzano ha passato la parola a Elisa che, molto emozionata, ha raccontato i primi esordi della sua carriera quando a luglio 1997, prima del lancio del suo album di debutto (settembre lo stesso anno) Zucchero le ha dato la possibilità di aprire due dei suoi concerti a Trieste e Palermo, un inizio inaspettato di qualcosa di più grande che doveva ancora arrivare per Elisa e la sua band che finora suonavano nei piccoli locali del Friuli e della Slovenia.

Successivamente, Elisa ha spiegato nel dettaglio i suoi tre show in arrivo per settembre. L’idea alla base della prima serata, ovvero il concerto pop-rock sarà l’energia, quei momenti spontanei e puri di musica in cui non ci sono troppi filtri, ma provengono dal contatto con il pubblico. La serata acustica spazierà invece tra le atmosfere molto intime, anche se ci saranno tanti musicisti presenti sul palco, non come ci si immagina un concerto acustico con pochi elementi. Lo show orchestrale  rappresenta per Elisa un sogno da realizzare: suonare con un’orchestra, ma anche un’occasione per un ritorno alle origini, quando suonava al pianobar ed ebbe l’occasione di suonare con una big band facendo un tuffo nel soul e nello swing. Durante questa serata Elisa porterà in scena anche le cover “giganti” come Caruso o Fly Me to the Moon. In tutte tre le serate saranno presenti degli ospiti, anche giovani ancora da scoprire, ma la cantante preferisce non svelarne i nomi.
Dopo le dichiarazioni di Elisa, l’incontro è proseguito con le domande della stampa presente in sala.

Che cosa è cambiato dal 1997? Hai perso qualcosa? Guadagnato?

Elisa: In realtà io non mi osservo così tanto… Osservo molto di più tutto quello che è all’infuori di me. Posso dire che con il tempo sono andata più a fondo nel realizzare i miei sogni, le mie idee. Sto ancora imparando, ma direi che il grado della mia determinazione sia aumentato, ma nella sostanza non credo di essere cambiata molto.

Durante le tre serate di Verona il repertorio sarà sempre lo stesso solo reinterpretato in tre chiavi diverse o diversificato a seconda della serata?

Elisa: C’è una parte che sarà comune per tutte e tre le serate, la parte centrale, le canzoni di maggior successo. Saranno ripetute ma non saranno mai uguali, per esempio Luce nella serata pop-rock avrà il suo arrangiamento di Sanremo, nell’acustica invece quella del disco Lotus. Per la serata orchestrale dovremo farla invece ex novo.

Al di là del progetto con FoxLife, gli show di Verona, saranno anche loro in qualche modo trasmessi? Forse un DVD?

Ferdinando Salzano: Una cosa è certa – registreremo tutto, non solamente i concerti, ma anche le preparazioni, quello che avviene sotto palco e quello che verrà dopo, vediamo.

Una domanda sulla scelta di Elisa di cambiare la casa discografica e passare dalla Sugar Music all’Universal.

Elisa: C’è un comunicato stampa con il quale abbiamo dato le nostre motivazioni. E’ stata una decisione lunga, molto sofferta e ponderata. Da quando mia madre ha firmato per me il primo contratto visto che ero minorenne è passato tanto tempo. Ho dei sentimenti solamente positivi verso Caterina (Caselli, menager del Gruppo Sugar), tanta gratitudine e tanto affetto, ma ho scelto di seguire l’istinto e di scoprire altri partner. In Universal ho trovato quello che stavo cercando, per ora ci stiamo conoscendo, c’è il clima della concentrazione e della ricerca.

Perché parlando passi spesso da “io” a “noi”?

Elisa: Vi assicuro che non parlo dei miei amici immaginari! Il mio è un lavoro di team.

Altri progetti discografici per adesso visto che stai portando il tuo mondo all’Universal?

Elisa: Adesso tutte le energie e tutta la creatività sono concentrati sugli spettacoli di Verona, ma c’è tantissima volontà di fare qualcosa di bello e profondo.

Arena di Verona è una location statica, difficile, credi che cambierà anche il tuo show?

Ferdinando Salzano: I show saranno unici, anche proprio dal punto di vista scenico.

Elisa: Il lavoro è ancora in fase embrionale, come sempre non escludo una collaborazione con altri mondi, come è stato negli show Di Mechanical Dream, con altre forme d’arte, la danza, la moda , il cinema…

Ospiterai anche qualche artista nuovo, giovane?

Elisa: Purtroppo non posso ancora dire i nomi per un semplice motivo – devo ancora cominciare di parlare di questo con i miei colleghi, telefonare, convincerli, ma sicuramente ci sarà qualcuno giovane e talentuoso, c’è un sacco di linfa nuova, di creatività nuova, posso quasi già confermare che ci sarà qualcuno di giovane.

E per quanto riguarda la scrittura dei testi in due lingue? Cosa cambia?

Elisa: I limiti sono solo sulla carta. Alcuni brani erano da scrivere in italiano, altre in inglese, come Dancing, non potevo scriverla in italiano… Ma in fondo non ha importanza in che lingua è stata scritta una canzone, importante è la profondità, l’intensità.

Nella serata orchestrale verrà coinvolto anche il maestro Ennio Morricone?

Elisa: Chiaramente è tra i miei desideri, non ha senso nasconderlo, ma non siamo ancora in questa fase delle preparazioni.

Per quanto riguarda le sonorità elettroniche di On, anche per loro si troverà lo spazio durante le tre serate?

Elisa: C’è molto spazio per sperimentazione, l’elettronica non è il tema delle serate ma sicuramente ci saranno delle contaminazioni, soprattutto nella parte pop-rock.

Che cosa ti ha dato l’esperienza di Amici (di Maria De Filippi, uno talent show dove Elisa svolgeva il ruolo di coach vocale per i giovani talenti)? E cosa ha tolto?

Elisa: Sicuramente mi ha tolto il tempo di pensare. Durante lo show non c’erano fasi riflessive e grazie a questo ho imparato l’immediatezza, quindi mi ha arricchita molto da questo punto di vista, anche perché insegnava a capire le dinamiche di lavorare in gruppo.

E per quanto riguarda questa formula di abbonamento unico per tutti e tre i concerti? E’ una cosa che potrebbe funzionare anche peraltri progetti e per altri artisti?

Ferdinando Salzano: Abbonamento è un messaggio preciso – sono tre concerti unici, tre prime, un’esperienza che non è pensata per essere rifatta.

Ancora sull’Arena – è una location storica, particolare, quale è la tua personale ragione di averla scelta?

Elisa: Trovo affascinante suonare nei posti cosi antichi. Il suo peso storico ha un fascino su di me, un carico emotivo enorme che sento. Mi affascina l’antichità e e la nostra distanza.

Per quanto riguarda il tuo recente incontro con Tommaso Paradiso (TheGiornalisti), possiamo aspettarci una collaborazione?

Elisa: Mi è piaciuto un sacco il loro album e ho voluto conoscerlo artisticamente. E’ stata una jam session, uno scambio musicale e artistico, ma non ancora legato a qualcosa di concreto.

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