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Incontro con Enzo G. Castellari: L’eredità del cinema italiano

Mercoledì 14 ottobre, un Enzo Castellari visibilmente emozionato e grato per la sala piena ha incontrato il pubblico del Lumière, nell’ambito della rassegna che gli ha dedicato la Cineteca di Bologna.
Il programma dell’omaggio è stato stabilito anche con i suggerimenti dello stesso regista, che ha fortemente voluto, tra l’altro, la versione originale in americano di “The Inglorious Bastards”.

Sinceramente entusiasta, al termine della proiezione del film suddetto, Castellari ha parlato degli effetti speciali di epoca predigitale, e con occhi che brillavano ha commentato il lavoro di “quel genio” di Emilio Ruiz del Río, raccontando di come realizzarono la scena del treno che sfascia tutto e di come l’inventiva inesauribile si coordinasse con la conoscenza del, e la sapienza nel, montaggio finale delle scene.

Quindi si è tracciata una breve storia della realizzazione, da una sceneggiatura di film bellico, che Castellari trovò insoddisfacente, alla sua trasformazione in film d’avventura con lo scopo del divertimento spettacolare, attraverso anche il rapporto e le discussioni del regista con il cast.
Film del genere, oggi, mancano di produttori e di distributori, e questo tipo di industria si è trasferito alla tv, nelle mini-serie. Dietro vi sono anche motivi istituzionali ed economici, e sovvenzioni e finanziamenti statali di approdi incerti.
Allo stesso modo, Castellari è grandemente infastidito dal fatto che a Cinecittà, laddove una volta c’erano i set anche per film come il suo, ora ci siano gli studi del “Grande Fratello” e di “Amici”, e i ragazzini che vi si trovano non abbiano coscienza di tale passaggio.

La conversazione si è conclusa con riferimenti a Tarantino, con la gratitudine di Castellari per essere stato invitato a Venezia per la prima volta grazie a lui, e con il suo sincero orgoglio per avergli fornito spunto e ispirazione.
Dopodiché, sono state proiettate alcune scene dal suo film attualmente in post-produzione, “Caribbean Basterds”, sui riferimenti espliciti del quale ad “Arancia Meccanica” e a “Point Break” (tra i numerosissimi altri), e sulla simpatica paraculaggine del titolo, per ora si sospende il “prejudizio”.

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