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  • Indianizer: Zenith

    EdisonBox Records / none

    Data di uscita: 22-05-2018

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Zenith” è l’ultimo album dei torinesi Indianizer, pubblicato il 27 marzo 2018 e prodotto nuovamente dall’etichetta EdisonBox Records. La band composta da Riccardo Salvini, Gabriele Maggiorotto, Salvatore Marano e Matteo Givone, ci ripropone il loro psychotropicalbeat  in un progetto contenente otto tracce.
Se dovessimo pensare a band italiane che cantano in inglese, non ce ne vengono molte in mente. Soprattutto se sono band che cantano l’inglese, lo spagnolo o lingue inventate intrecciate ad accordi di musica psichedelica ed afro-beat.
La band riesce benissimo in quest’impresa musicale alternativa. Il gruppo debutta nel 2015 con l’album “Neon Hawaii”. Disco, quest’ultimo, che non dà per niente l’impressione di essere un debutto, bensì li rivela come una band dalle idee chiare: farci viaggiare e ballare. Tre anni dopo abbandonano le Hawaii al neon per proiettarsi verso “Zenith”. Il sound tropicale ed esotico rimane, ma si convertono a un uso più costante del bass synth e ad un beat più pressante, merito del kaoss pad con cui si divertono per creare sampling e loop. Banjo, flauti e percussioni denotano la ritmica danzante dell’intero album.
“Zenith” è un itinerario stupefacente. L’intro soffusa di “Dawn“, alba, ci introduce al viaggio verso la sfera celeste, passando per le tamburellanti “Hypnosis” e “Get up!“, sino all’arrivo del tramonto, “Dusk“. Quest’ultima, intrisa di connotazioni afro, chiude il disco in modo oscuro, lasciandoci immersi in un’atmosfera da rito esoterico. “Zenith” è sicuramente un album adatto alla danza, all’ascolto e al viaggio; gli Indianizer i migliori piloti in circolazione.

 

di Mara Centrone

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Contro

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