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Indica: Giovanissime con un sogno

Non è da tutti, a 23 anni, aver vinto dischi d’oro e di platino ed essere state il gruppo di apertura per i Nightwish in due tour. Il loro sogno di musiciste l’hanno senz’altro realizzato in Finlandia ed ora con “A Way Away”, il loro primo album in inglese, si apprestano a farsi notare a livello planetario.
Abbiamo incontrato tre delle cinque finlandesi simpatiche e solari; sentiamo cosa ci hanno raccontato Jonsu, rossa carismatica cantante, Sirkku (tastierista) e Jenny, bionda chitarrista.

Come avete scelto il nome della band, e cosa significa la parola Indica?
JONSU: Abbiamo pensato parecchio al nome quando abbiamo iniziato con la band nel 2001.
Molti ci chiedono se era perché fumavamo un sacco di cannabis, perché nella parola Indica ci può essere qualche allusione. Ma no, assolutamente non c’entra niente! Eravamo ragazze giovani e innocenti, stavamo a fissare il cielo e sognare, e l’indaco era il colore che amavamo, così dato che c’era già una band chiamata Indigo (nome inglese del colore indaco, ndr.), abbiamo modificato un pochino il nome! Oh beh, credo che nessuno conosca quell’altra band, comunque…

Suonate insieme ormai da nove anni. Come vi siete conosciute e come avete iniziato a suonare insieme?
JO: Ho cominciato a suonare con Heini, che suonava il basso, e la conosco da quando aveva più o meno sette anni, poi abbiamo suonato insieme in un’orchestra da piccole, ma quando eravamo adolescenti, circa a tredici anni, ci siamo rese conto che mancava qualcosa nelle nostre vite, ed era la band. E così abbiamo fondato la band.
Ma Sirkku è arrivata dopo, era una bravissima pianista classica e…
SIRKKU: Lo sono ancora!
JO: Sì sì, certo! (ride, ndr.) Ma è un po’ che non vedo tuoi concerti. A quando?
S: Beh sai devo concentrarmi sugli show delle Indica, non ho molto altro tempo per la musica classica!
JO: Dicevo, siamo andate dopo uno spettacolo di Sirkku e le abbiamo chiesto se volesse entrare nella band, e lei ha detto sì. Beh forse eri ubriaca… (rivolgendosi a Sirkku, ndr.)
S: Anche tu quando sei venuta a chiedermi di entrare nella band!
JO: Laura e Sirkku poi suonavano anche in altre band, dato che sono ottime musiciste abbiamo chiesto loro di lasciare queste band per dedicarsi completamente alle Indica.
JENNY: È stato amore a prima vista, siamo diventate molto amiche, condividevamo la passione per la musica e lo stesso sogno.

Quali sono i temi delle vostre canzoni?
JO:
Dipende ovviamente dalle canzoni, ma nel nuovo album il fil rouge è la libertà. Ci sono diverse storie di persone che si trovano in situazioni particolari, si creano diverse immagini e si dipingono diversi modi di sopravvivere. Si può dire che l’intero album tratti la “fuga dalla propria mente” e la ricerca della libertà.

Per quanto riguarda il sound c’è qualche band o artista da cui prendete ispirazione?
JO:
Si può dire che tutto quello che ascoltiamo sia fonte di ispirazione, ma più che altro cerchiamo di comporre le melodie che ci piacciono di più, cercando di trovare il messaggio giusto. Ad ogni modo le nostre band preferite sono i Queen, i Pink Floyd…
S: i Muse
JE: i Nightwish
JO: e anche i Cranberries
JE: gli Ark
JO: e parecchi compositori classici, amiamo Chopin e Sibelius. Sono davvero tante, ma non possiamo continuare tutto il giorno!

Andate d’accordo in quanto a gusti musicali?
JO:
Jenny e Laura apprezzano musica più rock, e più hard, soprattutto Laura.
S: A me piace molto la musica pop e disco.
JO: Sì, tu sei la ragazza più poppy della band. A me invece piace l’indie-rock.
JE: Questa varietà è una cosa positiva, anche la musica che facciamo non si riesce a racchiudere o definire in un genere preciso. Tutte le nostre diversità e opinioni vengono messe insieme ed è questo che rende le Indica così speciali.

Quattro album e una raccolta in finlandese, e ora il primo in inglese. A cosa è dovuta la scelta di cambiare lingua?
JE:
Quando iniziammo a suonare eravamo giovanissime e non avevamo fatto quella scelta; inizialmente ci venne più naturale cantare in finlandese perché è la nostra lingua madre, però abbiamo sempre avuto in mente di fare un album in inglese prima o poi!
Dopo essere state in tour con i Nightwish in Scandinavia e poi in Europa diversi fan ci hanno chiesto di scrivere qualcosa che anche loro potessero capire… quindi era arrivato il momento giusto!

Questo passaggio all’inglese non è stato gradito da tutte voi e soprattutto dal pubblico finlandese…
JO:
Un album in inglese dovevamo farlo, ed è stata anche una sfida interessante perché l’inglese è completamente diverso e cantato suona molto meglio (del finlandese, ndr.). Ma ovviamente ci sono i fan più accaniti che avrebbero voluto che la band rimanesse chiusa sempre nella stessa scatola, quelli hanno uno shock ogni volta che si fa qualcosa di nuovo.
Anche quando abbiamo fatto il nostro primo album con Tuomas Holopainen c’erano fan terrorizzati, del tipo “oh mio Dio! Cosa sta succedendo alle Indica?”, ma alla fine si sono ricreduti. La stessa cosa vale per questo album in inglese, ci vorrà un po’di tempo per alcuni fan.
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L’album “A Way Away” contiene dieci delle canzoni dei vostri album precedenti, riadattate in inglese. Come avete scelto quali delle vostre canzoni in finlandese inserire nell’album?
S:
Abbiamo dovuto lottare un po’ fra noi, perché ognuna aveva le sue canzoni preferite
JE: Ma alla fine abbiamo trovato la giusta combinazione. È stato un processo difficile, e sono davvero contenta che sia finito!
JO: Abbiamo ricevuto così tante lettere e mail dai fan, “questa la dovete fare”, “quest’altra la dovete fare” e così via. Probabilmente qualcuno ora è parecchio arrabbiato perché non abbiamo inserito le sue canzoni preferite!
Ci saranno comunque alcune altre canzoni extra che non ci stavano nell’album, ma che metteremo in una nuova versione di “A Way Away”. Lì ci saranno tre nuove canzoni.

Qual è stato l’approccio nel tradurre le canzoni: i temi e il senso originali vengono mantenuti?
JO:
Non ho fatto una traduzione delle canzoni, perché sai, sarebbe stato come tradurre poesie, va a finire che suonano stupide…
Ho cercato però di mantenere lo stesso Indica-feeling, la stessa atmosfera, ma le storie raccontate sono diverse dalle originali: i testi sono completamente nuovi, anche se ci sono in giro delle traduzioni dei titoli e delle canzoni che hanno fatto alcuni adorabili fan, che hanno iniziato a tradurre titoli e testi per i fan stranieri.

Siete state in tour in diversi paesi Europei e vi siete fatte conoscere anche al di fuori della Finlandia. Quali sono i paesi dove avete più seguito sinora, Italia esclusa?
JO:
Invece direi proprio Italia! E anche in Francia, ma anche in Germania il riscontro è stato molto buono. Nei vari paesi le persone e il pubblico sono molto diversi. In Italia e in Francia il pubblico è più libero, più aperto e allegro. Più vai a sud e più è così. In Finlandia siamo molto più rigidi, questo (muove impercettibilmente la testa, ndr.) vuol dire che ci sta piacendo un sacco!

Avete detto Italia e Francia, ma fra le due? State attente!
TUTTE:
Italia, ovviamente! The best! (ridono, ndr.)

Avete avuto l’onore di essere in tour con i Nightwish ben due volte, come gruppo spalla nel 2007 e nel 2009. Quali sono i ricordi migliori dell’essere state in tour con i Nightwish?
JE:
Oh, abbiamo tanti bei ricordi! Mi ricordo una cosa, che ora fa ridere, ma in quel momento ero abbastanza confusa! Condividevamo il tourbus con i Pain, i Nightwish avevano un altro bus. Nel nostro c’era sempre festa, ma quella notte non ero in vena e sono andata a dormire nell’altro bus. La mattina mi sono svegliata sono uscita e… “dov’è il mio bus”? Nel parcheggio non c’era nient’altro! Ero senza niente, senza scarpe, avevo solo il mio pigiama. Ho pensato “ok, va bene, magari tornano indietro”.
JO: Era piuttosto arrabbiata! Ha chiamato dicendo “Che cazzo, dove siete?!” e io “Ehm… penso proprio che ti abbiamo dimenticata”. Abbiamo preso un’auto e siamo tornate a prenderla.
Ma ho ottimi ricordi anche a Parigi; avevamo tre giorni, bevevamo con la band (i Nightwish, ndr.) e Tuomas, stavamo seduti alla base della torre Eiffel a bere vino, è stato divertente. Poi prendevamo la metropolitana per qualsiasi destinazione… è stato bello!

Infine una domanda “estetica”: nei video e nei live avete sempre vestiti molto impegnativi, chi sceglie e chi fa questi vestiti?
JO:
Noi! Scegliamo quelli che si adattano alla musica, la musica è sempre la priorità su tutto.

Grazie ragazze, in bocca al lupo per l’album e per il tour che lo accompagnerà!
JO: Ciao a tutti! Speriamo che l’album “A Way Away” vi piaccia e speriamo anche di vedervi in futuro! Ciao ciao!

Questo futuro potrebbe essere vicino: per il momento hanno confermato solo qualche data in Germania, ma chiacchierando “fuori onda” abbiamo scoperto che potremmo vederle presto anche in Italia! Nell’attesa di riaverle su un palco nel nostro Paese possiamo ascoltare i due singoli “In Passing” e “Straight And Arrow” e fare qualche confronto con le rispettive versioni finlandesi “Valoissa” e “Pahinta tänään”.

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