Home > Recensioni > Indigo Dying: Indigo Dying
  • Indigo Dying: Indigo Dying

    Indigo Dying

    Data di uscita: 07-12-2007

    Loudvision:
    Lettori:

Licence To Rock

Edulcorare le operazioni commerciali sino a nascondere gli intenti lirici che le sottendono, è un’operazione che in sé non deve indignare se fatta con onestà e talento. In questa emulazione del mercato americano, anche la nostrana Frontiers sembra muoversi con disinvoltura. Da ultimo, lo fa con il progetto degli Indigo Dying, collezione di nomi illustri che ruotano attorno alla graziosa voce della cilena Gisa Vatcky (già con Enrique Iglesias, Andrea Bocelli, Placido Domingo, Melissa Etherige, Luis Miguel, Meat Loaf, ecc.). Ad essa, dicevamo, si uniscono gli strumentisti Fabrizio Grossi (Glenn Hughes, Starbreaker), John Macaluso (TNT, Malmsteen, Riot) ed il noto chitarrista Tommy Denander. La valenza mainstream del songwriting porta l’odore di una moderna Belinda Carlisle, controbilanciata da un accompagnamento decisamente hard rock. Dall’altro lato, la presenza di un Michael Kiske ormai sempre più dedito al pop (in “Breathe In Water”, la migliore del lotto) e di Mark Boals (“Superman” e “Fair Enough”), tende ad assecondare anche gli amanti di un certo classicismo metal. Ma sono paliativi da “centrismo politico”. La sostanza dell’album è, piuttosto, un pop-rock cantabile e piacevole. La vera pecca – imperdonabile – è una produzione frettolosa, dove il basso tende spesso a coprire gli altri strumenti. Perché perdersi per così poco?

Scroll To Top