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Infierno: Il Circo degli Orrori

Mercoledi 18 marzo si è tenuta a Roma la prima di “Infierno: Il circo degli orrori“. Ero molto curioso di vederlo perchè da sempre appassionato di horror e mistero. Il teatro-tenda è situato dentro l’Ippodromo di Capannelle e rimane fino al 19 aprile. Prima di tutto, l’ingresso: non si entra infatti dallo stesso del Rock in Roma, davanti alla caserma dei pompieri, ma da Via Appia Nuova 1247, cioè vicino al GRA. Non sbagliate come il sottoscritto.

A scanso di equivoci, diciamo subito che questo spettacolo non è quello che ha esordito l’anno scorso in Italia, l’acclamato “Circo de los Horrores” (che purtroppo non ho visto), ma famoso in tutto il mondo e ideato da spagnoli. “Infierno” è un’altra cosa, ideato dalla famiglia italiana Zoppis. La grafica, i trucchi e perfino molti personaggi sono però identici, come si puo’ vedere cercando su Google, e sul sito della società spagnola c’è un comunicato che accusa la famiglia italiana addirittura di plagio.

Torniamo alla serata: appena arrivato vengo accolto da un sinistro frastuono: un figurante con camice da infermiere brandisce una motosega con la quale sorprende le persone in fila per entrare. Entrato nel grande tendone nero c’è una sala con un bar e molte croci che rappresentano un cupo cimitero dove ci si ferma per le foto. Dopo un tunnel buio si accede finalmente al teatro. Nell’arena, a forma di cerchio, ritrovo molti dei figuranti che giravano all’esterno, e si comincia.

Lo spettacolo fonde con maestria teatro, circo e cabaret, con grande utilizzo di luci, suoni, musica ed effetti speciali. Si alternano trapezisti e clown, ma il tema è sempre quello horror. Alcune esibizioni sono davvero notevoli, come lo zombie che usa due appoggi per stare in equilibrio sulle sue braccia, o il divertentissimo clown che prende alcuni spettatori per farli suonare degli strumenti musicali. Si ride anche, e molto. Soprattutto quando gli attori giocano con il pubblico. Riuscitissima l’idea di usare più volte la stessa persona, che peraltro è stata molto al gioco e lo stesso pubblico lo incitava. Se vi accomodate nelle primissime file, potreste essere chiamati anche voi. Altre parti invece, sono più scontate e noiose.

Ad accompagnare lo show, una colonna sonora rock e metal sinfonico, molto di effetto. Nelle quasi due ore di show, ci si diverte e si ride. Gli attori coinvolgono il pubblico e non mancano scherzi e allusioni sessuali. Non tutti gli artisti sono però cosi’ strabilianti e le accuse di plagio nei confronti del’originale Circo de los Horrores pesano come un macigno, anche sul mio voto.

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