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Inizia la rivoluzione

Che la signora Giustizia debba posare bilancino e spada per tenere in mano un laptop? I tempi cambiano, l’evoluzione si muove a grandi passi e punta obiettivi un tempo impensabili. Dopo aver messo in rete tutto il materiale normativo a libera disposizione degli internauti, adesso è la Giustizia che bussa alla porta dei diretti interessati. Lo fa per accorciare i tempi e facilitare il lavoro agli addetti.

Sul Bollettino Ufficiale è stato pubblicato l’avvio per la digitalizzazione della giustizia, attuata con un Piano Straordinario da 50 milioni di Euro del Ministero della Giustizia. Si tratta dell’attuazione al d.l. 112 del 2008, convertito nella legge n. 133 del 2008. Si tratta quindi di un discorso già ampiamente previsto dal nostro legislatore.
Per ora il programma riguarda solo le Province del Veneto, dove da oggi si potrà notificare e comunicare per mezzo telematico l’atto di ricusazione del consulente tecnico nominato dal giudice e le comunicazioni nel corso del processo (artt. 170 e 192 c.p.c.).

Le funzioni che, al momento, possono essere svolte telematicamente sono poche e circostanziate. Sarà la volta poi delle altre Regioni. Una rivoluzione che toccherà oltre 9.000 magistrati e circa 40.000 unità complessive. Lavori divisi in tre fasi per diciotto mesi complessivi.

Saranno azioni di adeguamento delle apparecchiature e delle tecnologie con un training on the job: un servizio di assistenza rivolto agli uffici, effettuato da personale qualificato e selezionato dallo stesso Ministero. Cambiamento organizzativo e migrazione dei vecchi sistemi: queste le parole d’ordine. L’obiettivo è abbattere i costi, come quelli delle notifiche, che occupano il 12% del personale giudiziario nel nostro Paese, con una media di circa 28 milioni di notifiche all’anno.

Oltre a questo, il sistema intende raccogliere, catalogare e gestire le informazioni e i documenti prodotti durante le processo. Attualmente, i Registri del Processo Penale sono ancora in formato cartaceo, mentre il Registro del Processo Civile è già stato informatizzato.
Si intende inoltre mettere a disposizione uno strumento che permetta la diretta e veloce fruizione delle informazioni anche da parte di Tribunali fisicamente distanti, con possibilità di fare analisi e interessanti statistiche.

Per gli autori del Programma, la corretta ed efficiente gestione della documentazione sarà un fattore fondamentale per il successo dell’azione della magistratura. Bastasse solo questo!

Il problema è che più di una volta si è parlato di sicurezza sul web. Siamo in un campo delicatissimo per i risvolti che può avere il processo e una eventuale fuga di notizie implicherebbe conseguenze assai gravi. Avere un processo veloce e tecnologico è cosa buona. Avere un processo sicuro è cosa minima (costituzionalmente…)

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