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Innamoramento, delusione, smarrimento, ebrezza. Tornano i Canova con “Vivi per sempre”

Sta per succedere. Tra pochissimi giorni uscirà “VIVI PER SEMPRE” (Maciste Dischi/distribuito da Artist First), il secondo album dei Canova. Dopo  “Avete ragione tutti” che ha raggiunto i 6 milioni di visualizzazioni su YouTube e i 21 milioni di stream su Spotify e, un lungo tour di oltre 100 date quasi interamente sold out, la band milanese torna a far parlare di se attraverso le proprie canzoni. Canzoni che non sono semplicemente orecchiabili ma che hanno la capacità di emozionare perché profumano di sentimenti veri. Una band senza sovrastrutture, in grado di donarsi completamente alle canzoni che crea. Questo e molto altro di più sono i Canova, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in una round table. Ecco cosa ci hanno raccontato.

 

Cosa cambia da aver scritto un scritto un primo album da sconosciuti a farlo adesso sapendo che tanta gente lo ascolterà?

Certo, quando è uscito il nostro primo disco non pensavamo potesse riscontrare così tanti consensi. Ma noi non vogliamo cullarci su questo. A livello creativo ci sentiamo molto liberi perché pensiamo che il nostro futuro possa andare in direzioni diverse. Non vogliamo fare dischi tutti uguali e ogni tipo di cambiamento vorremmo finisse nelle nostre canzoni.

Perché la scelta di questa copertina?

Siamo stati fedeli alla scelta dei nostri pezzi. Canzoni vere, copertina vera. Abbiamo trovato questa fotografia su Instagram, e subito ci siamo attivati per contattare l’artista, una ragazza tedesca, che ci ha concesso di usare la sua foto per esprimere a pieno il nostro disco. Una copertina che a nostro avviso è molto comunicativa e ha carattere. In quel volto, in quello sguardo ci sono tanti sentimenti . Innamoramento, delusione, smarrimento, ebrezza.

Oltre al suono e ai testi avete un’immagine forte che vi caratterizza molto, quanto è importante per voi questo atteggiamento?

Ma in realtà pensiamo sia del tutto naturale. Probabilmente una casualità perché i Canova hanno ognuno la propria identità che si rispecchia anche nello stile.

Quanto autobiografia c’è nelle vostre canzoni e qual’è il vostro obbiettivo, raccontare una realtà o interpretarla?

Le nostre canzoni sono autobiografiche nel bene e nel male, sono più che altro un’esigenza. Il disco racchiude un anno di vita e scrivere brani non è il massimo della felicità perché una canzone ti giudica e può farti scoprire  dei lati nascosti di te stesso che non avresti mai potuto immaginare. Però poi, quando i pezzi diventano condivisione è lì che nasce la magia.

Avete scritto tanti pezzi ma ne avete scelti nove per questo vostro ultimo disco. Con quale criterio le avete selezionate, e tanto per rimanere in tema, mi dite di più su “Groupie”? 

Le selezione è abbastanza dittatoriale. ( ride, ndr) Scrivo le canzoni, le guardo da lontano, quando poi capisco che mi piacciono le passo alla band. Vogliamo avere un disco dove ogni pezzo abbia un suo mondo ecco perché non c’è un brano chiave dentro Vivi per sempre. Questa canzoni creano un racconto quindi il bello è proprio questo. Per quanto riguarda invece “Groupie”, grazie ai concerti che abbiamo fatto negli ultimi due anni, abbiamo scoperto che questo non è solo un mondo che si vede nei film o si legge nei libri, ma che esiste invece. Ho cercato di inserire in questa canzone il romanticismo che c’è tra l’artista e la fan. “Groupie” è una difesa a favore di una ragazza che si innamora della canzone. Mi piaceva molto raccontare la storia di quello che sarebbe potuto diventare al di fuori dei nostri ruoli, la nostra vita ci avrebbe fatto incontrare lo stesso?

Avete scritto “ in fase di arrangiamento, siamo stati al servizio delle canzoni”. Vivi per sempre, dal punto di vista del suono, sembra essere molto meno vistoso e appariscente rispetto l’album precedente. E cosi?

Abbiamo scelto volutamente tonalità classiche. Come band, siamo molto legati alle chitarre e abbiamo voluto inserire questo strumento provando a sperimentare ma stando sempre comunque attenti a non fotocopiare sound troppo datati. “Avete ragione tutti” lo abbiamo scritto in solo sei giorni, invece per “Vivi per sempre”, abbiamo avuto un’attenzione particolare all’equilibrio, una cura maggiore per gli arrangiamenti. Cerchiamo sempre di rimanere fedeli al nostro percorso artistico perché per noi questo album non è un punto di arrivo ma un percorso, chissà cosa faranno i Canova al terzo disco insomma…

Nelle vostre canzoni, nelle ballads soprattutto si percepisce molto l’influenza british a livello di sound  e i testi sembrano essere marcatamente ispirati al classico cantautorato taliano. È un qualcosa di voluto, di ricercato o qualcosa di casuale?

Siamo grandi appassionati di questi generi ed è naturale che i nostri gusti si riflettano nelle nostre canzoni. Tutto nasce in maniera spontanea, e credimi che non c’è nulla di pensato come anche nella scelta dei titoli che vogliamo siano veri e semplici. È qualcosa che ti scatta nell’inconscio. Ognuno di noi ci mette dentro il proprio bagaglio personale. Questi sono i Canova.

Oltre che per le canzoni, esiste un momento giusto per i gruppi e quanto è stato importante per voi questa rivoluzione musicale che c’è stata in quest’ultimi anni in Italia?

I gruppi non sono molti, perché non è semplice fare squadra in un mondo individualista come questo. Fortunatamente noi siamo nati nell’era pre Internet dove nell’aria non c’era tutta questa frenesia, e questo ci ha permesso di affrontare le cose insieme, di viverci davvero. Abbiamo spinto tanto fino all’uscita del primo disco, siamo stati anche fortunati perché quello era un momento perfetto, c’era del terreno fertile per proposte come la nostra in un mercato musicale, che aspettava questo tipo di cose.

Vi siete definiti chiaramente pop…

Si! Pop è una parola bellissima, che ha in sè molte sfumature. L’importante non è l’etichetta che si dà al genere, ma il linguaggio delle canzoni.

Oggi molti rapper in Italia si lamentano che la scena attuale sia molto disunita, cioè che non ci sia una stretta collaborazione fra gli artisti se non se non dettata dalle etichette stesse. Voi cosa ne pensate a riguardo? C’è una comunicazione musicale e personale con i vostri “colleghi”? 

Ci conosciamo tutti, c’è unione e stima ma allo stesso tempo anche un velo silenzioso di individualismo. Oggi ci sono tante proposte musicali e fa bene a tutti l’arrivo di nuovi generi. Anche se non ci tocca direttamente come mondo, la trap ad esempio, che a livello di testi in Italia non ha chissà poi quali contenuti, ha comunque una fortissima energia nella comunicazione. Generazioni nuove che hanno qualcosa di importante da dire.

Avete appena chiuso il tour da pochissimo e già aprite quello nuovo. Voi siete quel tipo di band che amate andare in tour o no?

Amiamo andare in tour, per noi l’esperienza concerto è aggregazione perché è bello scrivere canzoni per se stessi ma lo diventa ancora di più quando arrivano alle persone che cantano insieme a te.

“Goodbye goodbye” la avete scritta dopo aver visitato gli Abbey Road studios. Ci svelate qualcosa in più?

Ci siamo regali questo viaggio a Londra che per noi rappresenta da sempre quello che abbiamo ascoltato. Ma ad essere inceri, siamo rimasti un pò delusi perché non è rimasta nessuna radice culturale inglese che pensavamo, tutto è molto globalizzato. L’unica cosa positiva appunto, è che siamo riusciti entrare  negli Abbey Road studios e la sera stessa è uscita la canzone. A volte, come succede anche nei rapporti sentimentali, dalle cose negative nascono cose belle.

Per molti rappresentate il manifesto del romanticismo metropolitano. Vi rispecchiate in questa definizione?

Mah, il romanismo se vuol dire sentimentalismo, sì. Vivere una vita di sentimenti è bellissimo!

 

Per chi non se li volesse perdere dal vivo, (e credetemi ne vale la pena!), ecco le date dei live:

INSTORE TOUR

2 Marzo: ROMA Ore: 18:30 MARMO

3 Marzo: FIRENZE Ore:17:00  Le Murate | Caffé Letterario (in collaborazione con Galleria del Disco)

4 Marzo: BOLOGNA Ore: 18:30 SEMM Music Store & More

5 Marzo: MILANO Ore: 18:30 LOFT

LE DATE DEL TOUR 

13 marzo 2019 – PERUGIA/Afterlife (Data Zero)
20 marzo 2019 – MILANO/Alcatraz

22 marzo 2019 – VENARIA REALE (TO)/Teatro Della Concordia
26 marzo 2019- PADOVA/Gran Teatro Geox
28 marzo 2019 – ROMA/Atlantico
29 marzo 2019- NAPOLI/Casa Della Musica
30 marzo 2019 – MODUGNO (BA)/Demodé
03 aprile 2019 – FIRENZE/Obihall Teatro Di Firenze
05 aprile 2019 – BOLOGNA/Estragon

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