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Innovazione o solo fumo negli occhi?

È stato pubblicizzato da ogni parte, incentivato con promozioni e contributi statali, ma è sicuro che il Digitale Terrestre sia davvero tutta questa meraviglia? Oramai quasi tutti possiedono in casa una TV Full HD, ma si è ben lontani da poterla sfruttare per godersi contenuti in alta definizione. L’unica offerta davvero importante in questo senso rimane quella di Sky che però trasmette sul satellite. Sul DTT per il momento ci si deve accontentare di qualche partita di calcio, solo che per vederla si deve acquistare un decoder compatibile.

E sì, perché la quasi totalità di box e televisori dotati di Tuner Digitale integrato non sono compatibili con le trasmissioni in HD. Ma come è possibile? Perché si è investito tanto e si è spinto gli utenti a passare al Digitale Terrestre se c’era la piattaforma satellitare già pronta per fornire tutti i contenuti digitali di cui si poteva aver bisogno? Bella domanda. Viene il dubbio che le scelte non siano state fatte proprio nell’interesse del consumatore che si è visto tratto in inganno da una campagna pubblicitaria bombardante e fuorviante.

Va premesso che il passaggio al Digitale Terrestre era necessario, e che non si sarebbe potuto propendere solo per il satellite. Perché il segnale TV possa essere usufruito da tutti, il DVB-T è necessario. Le piccole TV portatili come quelle montate sui camper, in auto o anche presenti sui lettori tascabili non avrebbero mai potuto avere anche una parabola per ricevere il segnale: il passaggio al Digitale Terrestre è comunque una naturale evoluzione della vecchia TV analogica.

Quello che è mancata, invece, è stata una chiara campagna informativa che permettesse all’utente di scegliere la soluzione migliore per usufruire al meglio della propria TV. Molte aree non sono coperte dal DTT, in altre il segnale è disturbato e influenzato da fenomeni di riflessione che possono migliorare o peggiorare la ricezione in base alle condizioni climatiche. C’è chi, per cercare di limitare i problemi, si è visto costretto a installare più antenne, acquistare una nuova centralina e pagare un antennista specializzato per configurare il tutto.

Tutto ciò ha comportato costi e disagi che con la piattaforma satellitare si sarebbero potuti evitare. Ma le varie emittenti non solo non hanno spinto l’uso del satellite, ma hanno cercato di ostacolarlo. Chi ha già una parabola con decoder non potrà utilizzarla per ricevere i canali del DVB-T ma dovrà spendere altri soldi per dotarsi (pagandolo non poco) di un box compatibile con la piattaforma TivuSat, realizzata per permettere a tutti di ricevere la TV anche nelle zone non coperte dal DTT. O almeno questo è quello che viene detto ai consumatori. Ma se davvero si voleva trovare una soluzione che tutelasse i loro interessi, perché non è stata data la possibilità di scegliere la soluzione migliore? Perché, ad esempio, è stato impedito a Sky di trasmettere i canali in chiaro del Digitale Terrestre?

Mettiamo il caso che TivuSat sia davvero la soluzione migliore presa negli interessi del consumatore. Si acquista il decoder, si installa la parabola, si attiva la scheda e… Sorpresa! Manca la connessione HDMI!!! Ma come? Si ha una TV Full HD, si riceve il segnale in digitale e per collegare il decoder si ha solo la presa SCART? Inspiegabile ma è proprio così. I pochi decoder per il TivuSat non solo non consentono di ricevere l’offerta in pay per view, ma non sono compatibili con le trasmissioni in HD.

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E che dire dei contenuti interattivi? Questo è un altro aspetto usato per convincere dell’utilità del Digitale Terrestre. Si è parlato della possibilità offerte dal T-government e T-banking che dovrebbero permettere di accedere ad alcuni servizi messi a disposizione dal Governo o dalla propria banca. Tutte cose che per ora rimangono sulla carta e che, molto probabilmente, non vedranno mai una realizzazione visto che oggi c’è Internet che svolge egregiamente questi compiti.

Va accennato un ultimo aspetto che è quello dei Mux, ovvero l’insieme dei canali trasmessi sulla stessa frequenza. Ogni emittente ha una certa banda a disposizione per trasmettere i propri canali. Con le trasmissioni in HD la banda da utilizzare è maggiore: ne sa qualcosa Mediaset che quando trasmette le partite di calcio in HD limita altri servizi proprio perché ha bisogno di maggiore banda. Sul satellite questi problemi sono più limitati e l’offerta di Sky è notevolmente più completa.

Si è sicuri, quindi, che le scelte sul Digitale Terrestre siano state prese negli interessi dei consumatori? Perché non è stata data la possibilità di scegliere come spendere il contributo governativo per l’acquisto del decoder invece di usarlo solo per quelli DVB-T? I dubbi sono tanti e, prima di scegliere su quale piattaforma fare affidamento, meglio prendere in considerazione tutti gli aspetti.

Innanzitutto se si acquista un nuovo televisore, assicurarsi che abbia uno slot CI+, l’unico compatibile con le trasmissioni in HD per il Digitale Terrestre. La piattaforma satellitare rimane per ora la soluzione migliore per qualità e numero di canali che è possibile ricevere. Il segnale raggiunge tutte le zone ed è meno soggetto a disturbi. Per l’offerta in HD rimane da attendere fiduciosi che Rai e le altre si decidano di attivare le loro trasmissioni senza dover per forza sottoscrivere altri abbonamenti a pagamento.

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