Home > Interviste > Insider o Outsider?

Insider o Outsider?

A Venezia presta la voce al film Metropia, diretto da Tarik Saleh. È Vincent Gallo: magliettina grigia, pantalone nero attillato e stivale marrone.
Dice di fare cinema seguendo soprattutto criteri economici. Considera la musica più rilassante del cinema. E vorrebbe essere amato da tutti. Vincent Gallo è senza dubbio un tipo particolare: l’attore americano, di origine siciliana, è anche musicista, pittore e modello. Ecco qualche dritta per capirne il carattere.

In “Metropia” ritroviamo temi connessi al degrado ambientale, in un futuro apocalittico e tetro: corrisponde il film alla sua visione del quotidiano?
Direi di no: il film ha una sua direzione propria che non rappresenta il mio pensiero. Mi spiego: se lei solo pensa che il sole dista dalla terra otto minuti e mezzo alla velocità della luce, i temi da lei menzionati diventano piccolezze, dettagli. Ora ci sembrano importanti perché sono in qualche modo attuali, ma ad esempio sappiamo che ci sono dei campi che a noi restano tuttora inimmaginabili; perciò io mi preoccupo di indirizzare le energie in senso più ampio.

Come si riflette questo nel suo cinema?
La mia storia è molto semplice: io arrivo da una famiglia relativamente povera, un’esperienza dura per me; ho cominciato in maniera elementare, pratica, senza nessuna pretesa artistica o “filosofica”. Il mio era essenzialmente un lavoro che mi permetteva di guadagnarmi da vivere, sono partito facendo il lavapiatti (sono stato uno dei migliori di New York!) e sono arrivato a qualche “performance” fuori dai ristoranti: mi appiccicavo alle vetrate piangendo, in modo che i clienti ne fossero disturbati. Qualcuno ha pensato che potessi essere buono anche per il cinema. Ma siccome per me si trattava essenzialmente di “sopravvivenza”, accettai la proposta di un lavoro nel cinema solo quando ebbi la certezza di un guadagno. Con il mio film “Buffalo 66″ avrei dovuto essere solo attore, e pensavo anche che il lavoro mi avrebbe aiutato a migliorare il mio rapporto con le ragazze (come poi è successo), ma il produttore mi offrì una buona somma anche per dirigere il film, così divenni anche regista.

Le piace il cinema italiano?
Anni fa vedevo parecchi film italiani, soprattutto trasmessi alla TV: col tempo mi sono indirizzato sui B-movies, mi piacciono la fotografia, i movimenti di camera. Il problema in Italia però erano i finanziamenti pubblici: un film va sentito, deve rispondere a quel carattere di “sopravvivenza” di cui parlavo prima. Ho partecipato a delle produzioni italiane, ma sono state poco incisive, mancava lo spunto geniale.

Lei fa cinema allo stesso modo con cui fa musica?
No: nel cinema c’è una certa dose di stress, devi lavorare con molte persone, devi adattarti, mentre con la musica è tutto più rilassante; ad esempio io dipingo mentre ascolto musica, posso farlo per ore (Gallo è stato amico anche di Jean Michel Basquiat ndr.).

In “Metropia” l’amore è una forza rivoluzionaria…
In realtà io ho amato maggiormente cose piuttosto che persone: non ho avuto una ragazza anche per dieci anni di fila, mi sono trovato spesso in una situazione che trovavo scomoda. Anche a letto, in due è come se non raggiungessi tutti gli angoli, come se il letto non mi appartenesse completamente: forse la sensazione è dovuta al fatto che fino a 11 anni ho dormito con altre quattro persone, di cui una era mio nonno, con una gamba di legno! Decisamente scomodo…

Quale differenze ci sono tra dare la voce ad un personaggio e recitare?
Molto più godibile prestare soltanto la voce: oggi si dà troppa importanza all’immagine corporea; almeno qui non vedo quanto sono brutto! Ora non voglio che mi facciate fotografie perché la mia acconciatura per il prossimo film non mi soddisfa… Ho accettato “Metropia”, ad ogni modo, sempre con il criterio economico, nonostante parecchi miei lavori sembrino di nicchia: non ho fatto ad esempio nessun blockbuster perché non ho ancora ricevuto una vera proposta…

Lei si considera un outsider?
Siamo tutti insider, io sarei contentissimo ad esempio se tutto il mondo mi amasse, nonostante qualcuno abbia diffuso la voce che io sia un tipo duro e intrattabile!

Scroll To Top